DIA: 44 arresti, Sequestrate 3200 slot, 30 appartamenti e 5 aziende…

NAPOLI – Associazione camorristica, estorsione, riciclaggio, illecita concorrenza e trasferimento fraudolento di valori sono queste le accuse con cui la Direzione Distrettuale di Napoli ha disposto 44 ordinanze di custodia cautelare ed il sequestro di 3200 slot che fanno capo a 5 società.

 L’Operazione parte dalle indagini sulla fazione dei Casalesi che fa capo alla famiglia Russo dove è emerso il coinvolgimento nella gestione di slot machine e video poker. Oltre alle 44 ordinanze di arresto e al sequestro di 3.200 apparecchi tra slot machine e videopoker, sono state sequestrate anche attività come sale Bingo, distribuzione del caffè, gestione di cavalli da corsa.

Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi anche imprenditori, commercianti ed un noto fantino accusato di aver consapevolmente condotto un cavallo di proprietà di Massimo Russo che, dopo gli arresti nei confronti dei Casalesi nella provincia di Caserta, secondo le indagini con la sua famiglia avrebbe raggiunto posizioni apicali dell’organizzazione.

Salvatore Monopoli, padre del driver finito agli arresti ha dichiarato: “Abbiamo fiducia nella magistratura e confidiamo che la vicenda si chiarisca al più presto. La nostra scuderia dà da vivere a 13 famiglie e, in un momento di forte crisi che sta attraversando l’ippica, questa situazione può portare alla rovina”. Il Ministro Alfano attraverso i social network ha commentato con un Tweet: Un altro duro colpo ai Casalesi. #Statopiùforte.

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L’Operazione della DIA , ha permesso di sequestrare un patrimonio stimato in oltre 20 milioni di euro.  Le indagini si basano sulle intercettazioni disposte dalla DDA di Napoli e sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Oltre alla gestione delle estorsioni e del controllo degli appalti locali, come si apprende dall’inchiesta, attraverso prestanome incensurati, è emerso il controllo delle principali attività economiche, tra cui il monopolio nella provincia di Caserta di slot machine e videopoker in bar e in altri esercizi nella provincia di Napoli ma anche nel Lazio e in Toscana.

Oltre alle 3.200 slot sequestrati anche 30 immobili a Marano in provincia di Napoli. Il settore slot era prima affidato ai fratelli Grasso e, dopo le indagini che li ha colpiti era passato sotto il controllo dei Russo. Questi ultimi riuscirono a istallare il doppio degli apparecchi dei loro predecessori.
Il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo,che ha illustrato i dettagli dell’operazione insieme con il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e con il capocentro della Dia di Napoli Giuseppe Linares, ha sottolineato come, nel giro di poche settimane da un duro colpo da parte di magistratura e forze di polizia, la camorra riesca a riorganizzarsi.

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