LEGGE DI STABILITA’: Previste 22.000 nuove sale da gioco

ROMA – Fa discutere un passaggio della nuova legge di Stabilità, promossa e approvata dal Governo Italiano, che prevede la nascita di ben 22mila nuove sale da gioco o spazi dedicati proprio al cosiddetto gioco d’azzardo all’interno dei locali pubblici.

Matteo-Renzi

E non sembrano esserci troppi pareri favorevoli in merito a questo inserimento di nuovi punti per il gioco da parte del Consiglio dei Ministri, presieduto dal premier Matteo Renzi. Associazioni come Libera di Don Ciotti, ad esempio, da tempo stanno protestando e stanno facendo di tutto per portare alla luce un problema che sembra essere sottovalutato: “È inaccettabile che di qua si denunci la crescita delle ludopatie e di là si continui a spingere il gioco. È una ipocrisia. E lo sanno“, sostiene il presbitero.

Ma il parere più forte lo ha espresso il noto giornalista Gian Antonio Stella, il quale ha portato alla luce la questione relativa alle 22mila nuove sale da gioco in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera: “Che razza di Stato è quello che premia al Quirinale l’uomo che più combatte i giochi d’azzardo e subito dopo spalanca la porta a 22.000 nuovi «punti gioco» destinati a rovinare altre centinaia di migliaia di italiani? «Basta, basta, basta! Non ne possiamo più di queste ipocrisie!», tuona don Luigi Ciotti. Ha ragione“, sostiene il giornalista.

Stella contesta soprattutto la ciclicità degli eventi che sono avvenuti negli ultimi giorni. A partire dal 10 ottobre, un cui il sociologo Maurizio Fiasco viene nominato Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. “Tre giorni dopo – sostiene Stellaun disegno di legge dei grillini che propone seccamente di vietare la pubblicità sempre più asfissiante di ogni genere di scommesse possibili e immaginabili, disegno appoggiato da tutte le associazioni nemiche dell’azzardo, è affiancato da un altro progetto, del democratico Franco Mirabelli. Risultato: l’ennesimo rinvio per impastare i disegni insieme“.

Passano due giorni dalla presentazione di questi due disegni, e il Governo inserisce nella legge di Stabilità gli ormai famigerati 22mila “punti azzardo”, come li definisce Stella. Secondo il comunicato poi redatto da Palazzo Chigi, si prevede un ricavo di 500 milioni immediati, più altri 500 in proiezione. Una situazione che secondo il giornalista del CorSera cozza un po’ con il provvedimento preso due anni fa da Renzi, allora sindaco di Firenze e già segretario nazionale del Pd, che firmò l’iniziativa popolare dell’Italia dei Valori contro lo “Stato biscazziere“.

Una situazione che preoccupa – e non poco – Stella e tutte le associazioni che operano nel sociale, come la già citata Libera di don Ciotti. Nel 2014, infatti, il gioco d’azzardo e le scommesse sportive hanno generato un flusso di denaro pari a 84 miliardi e mezzo. L’apertura di 22mila punti per il gioco d’azzardo, se da un lato potrebbe rifocillare le casse dello Stato, dall’altro potrebbe scatenare un nuovo flusso di ludopatia in giro per lo Stivale.

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