LEGGE DI STABILITÀ: Ughi attacca il Governo

ROMA – Continua a tenere banco la questione relativa all’apertura di nuovi punti gioco nel nostro Paese, in base a quanto è previsto dalla prossima Legge di Stabilità. E l’amministratore unico di Obiettivo 2016, Maurizio Ughi, ha voluto dire la sua proprio sulle norme previste da questa manovra, che nel frattempo è approdata in Senato.

ughi

La Legge di Stabilità 2016 potrebbe davvero sorridere ai giocatori di tutta Italia, visto che prevede l’apparizione sul suolo nazionale di nuovi punti gioco e, perchè no, anche l’apertura di nuovi casinò oltre ai quattro già operativi in Italia.

E l’amministratore unico di Obiettivo 2016, Maurizio Ughi, ha voluto dire la sua in merito a questa manovra: “La legge di stabilità è un’ulteriore opportunità mancata. Il Governo aveva due strade: la prima era esercitare la delega, che invece non ha utilizzato, la seconda era la messa a punto di una riforma fiscale dei giochi con la stabilità, ma anche questa è saltata“.

Non mi tornano i conti con le cifre del Governo – prosegue il fondatore di Snai – , Sicuramente c’è una limitazione per i corner, ma c’è un ampliamento del numero delle agenzie. La risposta di Renzi sulla riduzione dei punti scommesse ha messo semplicemente a tacere il grande pubblico e i parlamentari che spesso criticano senza capire“.

Ughi estende la propria filippica anche alle concessioni per i bookmakers esteri non autorizzati, previste anch’esse nella Legge di Stabilità 2016: “Secondo quanto prevede la manovra, i termini della sanatoria si andrebbero a sovrapporre con la nuova gara per le scommesse, considerando che l’installazione dei punti sul territorio avverrà a partire da ottobre-novembre 2016“.

Maurizio Ughi conclude il suo discorso così: “Molto probabilmente neanche il Governo crede a questa sanatoria. Mi auguro che faccia chiarezza su questo punto e cambi questa norma, e soprattutto che la gara 2016 non faccia saltare la rete unica e la nascita di un canale di vendita unico sotto il controllo dello Stato“.

A questo punto, la palla passa agli esponenti del Governo, in attesa che il Senato passi al setaccio la manovra e decida, eventualmente, di apportare delle modifiche.

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