SCOMMESSE: dissequestrata agenzie a Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA – Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, Caterina Catalano, ha dissequestrato 54 agenzie di scommesse collegate al bookmaker maltese b2875 e sequestrate nel luglio scorso nell’ambito dell’inchiesta chiamata “Gambling”.

scommesse online

L’operazione risaliva allo scorso 22 luglio, quando il personale dei comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di finanza, della Squadra mobile della Polizia di Stato e della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Reggio Calabria, unitamente al Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) e al nucleo speciale Frodi tecnologiche di Roma della Gdf, hanno effettuato su tutto il territorio nazionale un’imponente operazione, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria.

Questo blitz ha portato all’esecuzione di 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 13 misure cautelari degli arresti domiciliari, cinque divieti di dimora, cinque obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nonché al sequestro di 11 società estere, 45 società operanti nel settore dei giochi e delle scommesse operanti sul territorio nazionale, di oltre 1.500 punti commerciali per la raccolta di giocate, di 82 siti nazionali e internazionali di “gambling on line” e di innumerevoli immobili, il tutto per un valore stimato pari a circa 2 miliardi di euro.

Dopo due mesi e mezzo, il Gip della città dello Stretto ha dato il via libera per rimuovere i sigilli dalle agenzie di scommesse poste sotto sequestro, dopo aver ricevuto il parere favorevole del pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Reggio Calabria, Stefano Musolino. Questa la dichiarazione del pm attraverso una motivazione molto sintetica: “Le argomentazioni della difesa appaiono persuasive, nel senso di ritenere l’apparente estraneità del brand b2875 alla vicenda criminosa“.

In un’altra nota, invece, si legge che “secondo gli avvocati è dimostrabile l’estraneità dei titolari degli esercizi commerciali alle condotte dell’associazione criminale individuata dall’azione investigativa di Procura e Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio. Esclusa anche l’intestazione fittizia di beni e locali del network b2875, uno dei presupposti del sequestro ordinato dai magistrati“.

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