VLT: perde tutto alle slot e assale un dipendente di sala

LOREGGIA (PD) – Una brutta serata che fortunatamente non lascerà ferite insanabili. È quella che ha passato un dipendente cinese di una sala giochi, la 178 di Loreggia, un piccolo paese di meno di 8.000 anime in provincia di Padova, malmenato da un giocatore che dopo aver perso tutto giocando alle slot ha cercato di ottenere un credito da parte della sala giochi.

 

VLT

 

Sono dovuti intervenire i Carabinieri di Piombino Dese per evitare che la serata degenerasse. In manette è finito Luca Serena, 35 anni, residente proprio a Loreggia, che è stato processato per direttissima ieri mattina. I giudici gli hanno contestato i reati di tentata rapina e lesioni. L’uomo, ovviamente giudicato colpevole, non potrà uscire di casa durante le ore notturne.

Tutto è successo nella tarda serata di lunedì, quando Serena ha deciso di giocare ad una VLT perdendo tutti i soldi. L’uomo è stato visto giocare in maniera piuttosto nervosa, molto probabilmente proprio a causa del fatto che non stava vincendo quanto sperato. Anzi, come detto ad un certo punto ha perso tutto il suo bankroll.

Ed è proprio in quel momento che è scattata la follia. Serena si è alzato per chiedere ad uno dei collaboratori della sala giochi un prestito per proseguire la serata giocando. Il dipendente però glielo ha negato, scatenando la rabbia del trentacinquenne di Loreggia, che lo ha afferrato per i vestiti e dopo averlo strattonato ha cominciato a prenderlo a pugni.

Fortunatamente il dipendente cinese se l’è cavata con una ferita alla testa, prontamente medicata all’ospedale di Camposampiero, dove è stato portato dall’ambulanza del 118. Poteva andargli meglio, ma sicuramente poteva andargli anche molto peggio.

Il fattaccio solleva nuovamente il dibattito sulle sale giochi, spesso ritrovo di persone con problemi di ludopatia o di altro genere (disoccupati ad esempio) che ci passano le loro giornate. Purtroppo non è la prima volta che accade un episodio del genere e con ogni probabilità non sarà neppure l’ultima.

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