CARABINIERI: maxi-sequestro ai danni di due nomadi

ASTI – Grande operazione da parte del Comando Provinciale dei carabinieri di Asti, che ha posto sotto sequestro i beni di proprietà di una coppia di conuigi, entrambi nomadi Sinti e residenti nel comune piemontese. Il sequestro è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì, posti sotto sequesto anche un bar e una sala slot.

sequestro asti

Una coppia di coniugi, facenti parte dell comunità di nomadi Sinti, si è vista sequestrare nelle scorse ore tutto il proprio patrimonio, al termine di un provvedimento preso e messo in atto dal Comando Provinciale dei carabineri di Asti, i quali sono entrati in azione nella notte tra martedì e mercoledì.

Tra i beni sequestrati ai due nomadi, Davide Agazzi di 29 anni (con più di un precedente penale a carico) e Sabrina Alda Carzaghi di 25 anni, spiccano anche un bar – sito in una delle strade principali di Asti – e una sala per le slot machine, ai quali i carabinieri hanno posto i sigilli.

Oltre alle due attività commerciali, le forze dell’ordine hanno anche portato via ai due nomadi anche una Audi modello 8v, un lussuoso camper marca Hymer con targa provvisoria tedesca, una Nissan modello Juke, svariate cassette di sicurezza e diversi conti correnti bancarigià individuati e alcuni titoli e fondi di investimento gestiti da un Istituto di credito astigiano.

Si tratta di un colpo messo a segno dai Carabinieri di Asti, a conclusione di un’ampia ed articolata attività di contrasto alla “criminalità predatoria”, con le forze dell’ordine che hanno optato per il sequestro poiché aventi un valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati o all’attività svolta, ovvero poiché ritenuti frutto di attività illecita.

Gli accertamenti, svolti dai Carabinieri con una certa meticolosità, hanno interessato un arco temporale di oltre sette anni, in cui è emersa chiaramente la pericolosità sul piano sociale di Davide Agazzi, per il suo diretto coinvolgimento in attività illecite come lesioni personali, ricettazione, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e usura.

Questa serie di controlli ha portato, in favore dei Carabinieri, degli elementi che dimostrano in maniera inconfutabile la natura criminale delle azioni svolte da Agazzi, che lo hanno portato a ottenere guadagni superiori di circa 400.000 euro rispetto a quanto dichiarato ogni anno.

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