CARABINIERI: Rivolta degli imprenditori contro il pizzo a Palermo

PALERMO – Duro colpo al racket delle estorsioni a Palermo: i carabinieri hanno arrestato 21 persone per associazione a delinquere di stampo mafioso, sequestro di persona, danneggiamento a seguito di incendio ed estorsione. Tra gli esercizi commerciali vessati dai malviventi anche sale giochi e centri scommesse.

 

Carabinieri a Palermo

 

Uno dei più grandi ostacoli alla lotta alla mafia è senza dubbio l’omertà. Quel muro cieco e sordo, cementato dalla paura, si frappone tra le forze dell’ordine e i cittadini, risultando spesso insormontabile. A meno che ad abbatterlo, con coraggio e determinazione, siano i cittadini stessi.

Ed è proprio quel che è successo a Palermo, dove 36 imprenditori locali hanno detto basta, denunciando come da anni pagassero il famigerato pizzo. Non solo imprenditori “classici” come quelli impegnati nei settori dell’edilizi, dell’abbigliamento e dei generi alimentari, ma anche sale scommesse e sale giochi.

Così si legge in una nota rilasciata da Addiopizzo, associazione nata proprio per fare fronte comune:

Diversi operatori economici  hanno collaborato e denunciato avvalendosi dell’ausilio e del supporto di Addiopizzo e di altre associazioni come Libero Futuro, da tempo impegnate sul territorio della provincia e in particolare tra i comuni di Bagheria, Altavilla Milicia e Santa Flavia.

“Anche se per molti anni le infiltrazioni e i condizionamenti di Cosa nostra sono risultati gravi sul tessuto sociale ed economico del territorio della provincia, le indagini odierne, oltre alle operazioni antimafia di questi ultimi anni, registrano dei significativi segnali di resistenza da parte di molti operatori economici”.

E ancora: a straordinaria azione repressiva delle forze dell’ordine e dei magistratii diversi collaboratori di giustizia e il percorso di affrancamento dal fenomeno estorsivo di commercianti e imprenditori, sostenuto dalle associazioni antiracket, rilevano come anche su questa area della provincia così difficile ci possano essere le condizioni per sgretolare il muro di omertà e voltare pagina.

“L’azione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria e il perseverante lavoro nel territorio condotto dalle associazioni hanno creato una rete di soggetti in grado di offrire competenze, tutele e schermo necessari affinché chi denuncia possa farlo in sicurezza”.

La stampa locale parla appunto di 21 arresti, anche se il numero non è uniformemente condiviso: c’è chi parla di 22 persone. Secondo alcune fonti, tuttavia, uno dei presunti malviventi sarebbe riuscito ad eludere la cattura sfuggendo ai carabinieri.

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