CASINÒ: con la Legge di Stabilità 2016 si sogna la riapertura a San Pellegrino

SAN PELLEGRINO – La votazione sulla Legge di Stabilità 2016, tornano in auge le voci relative all’apertura di nuovi casinò sul territorio nazionale. La Commissione Bilancio della Camera ha ricevuto nuovi emendamenti, tra i quali quello per la nascita di una nuova struttura in quel di San Pellegrino, come rivelano anche i deputati di Forza Italia presenti al momento dell’incontro.

san pellegrino

In coincidenza con la presentazione degli emendamenti che andranno a comporre la Legge di Stabilità 2016, si torna nuovamente a parlare della possibilità di veder sorgere dei nuovi casinò sul territorio italiano, oltre ai quattro già presenti che fanno capolino a Campione d’Italia, Saint Vincent, Sanremo e Venezia.

In particolare, si torna a vociferare della possibilità di veder aprire una nuova struttura a San Pellegrino, località che presenta già tra i propri confini un centro termale, e che con l’eventuale apertura di un casinò potrebbe arricchirsi ulteriormente sul fronte del turismo, che verrebbe a crescere in maniera esponenziale.

In particolare, i deputati di Forza Italia, con in testa il bergamasco Gregorio Fontana, sperano di poter convincere la commissione Bilancio della Camera, al cui vaglio sta passando la Legge di Stabilità 2016, a dare il via libera per avviare le gare di appalto per la costruzione dei nuovi casinò, in particolare in un comune come San Pellegrino.

Sono fiducioso sul fatto che l’Esecutivo tenga fede ai numerosi impegni presi in più occasioni in favore della riapertura delle strutture di San Pellegrino e di Taormina“, ha dichiarato Fontana all’uscita dalla Camera dei Deputati, dove la Legge di Stabilità del 2016 è approdata in seguito al parere favorevole pronunciato dal Senato.

A proposito della prima votazione avvenuta in Senato, già allora erano stati presentati alcuni emendamenti per far sì che il casinò di San Pellegrino potesse sorgere nuovamente, ma questi erano stati respinti. In particolare, il senatore del Partito Democratico Del Barba si vide respingere il proprio emendamento, nel quale richiedeva uno stanziamento di circa 20 milioni di euro in favore del comune di Campione d’Italia.

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