GIOCO ONLINE: Unione Europea, Stati d’accordo per dare maggiore sicurezza

STRASBURGO – Raggiunto, nella giornata di venerdì, un accordo tra gli enti regolatori del gioco dei Paesi Membri dell’Unione Europea, per quel che riguarda la gestione della sicurezza e dei servizi nell’ambito del gioco online.

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Tra i tanti temi di cui si è dibattuto nella sede dell’Unione Europea a Strasburgo, nella giornata di venerdì, c’era anche quello relativo alla sicurezza degli oltre sette milioni di cittadini della comunità che giocano online, oltre al contrasto di tutte le infiltrazioni criminali presenti su Internet.

Gli enti regolatori di gioco dei Paesi Membri dell’Unione Europea, al termine della seduta, hanno raggiunto un accordo su una nuova collaborazione per poter rafforzare a livello comunitario la sicurezza degli utenti facenti parte dei suddetti Paesi, sull’organizzazione del gioco online, le procedure di gara, la verifica delle informazioni fornite dalle diverse autorità nazionali e lo scambio delle migliori pratiche.

In più, in merito a questo accordo si punta anche su una maggiore supervisione sovranazionale, rispettando comunque le norme vigenti nei singoli Paesi Membri, in modo da riuscire a garantire il masssimo rispetto della protezione dei consumatori e il contrasto a quei fenomeni molto diffusi online, come il riciclaggio di denaro e l’alterazione dei risultati sportivi per guadagnare in maniera illecita.

In tal senso è arrivato il commento positivo da parte di EGBA, l’associazione che regola il gioco online e che è leader a livello europeo. Secondo i vertici dell’associazione, l’accordo raggiunto venerdì in sede di Unione Europea consentirà lo scambio strutturale delle informazioni e delle buone pratiche, oltre a ridurre gli inutili oneri sul piano amministrativo.

Secondo Maarten Haijer, il Segretario Generale di EGBA, “firmare accordi di questo genere tra gli enti regolatori dei singoli Stati, è un passo fondamentale nel costruire un’immagine di piena fiducia in questo settore. Vogliamo incoraggiare le autorità a dare minore priorità a costi amministrativi in realtà superflui, visto che rendono l’offerta regolamentata meno competitiva rispetto a quella non regolamentata“.

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