POKER: Il format dei November Nine ha fatto il suo tempo?

LAS VEGAS – Dopo il tavolo finale del Main Event WSOP 2015 si riaccende il dibattito che ormai si ripropone ogni anno: il format dei November Nine è ancora attuale oppure andrebbe rivisto?

November Nine 2015

Le World Series of Poker 2015 sono ormai alle spalle. Lo scorso weekend si è disputato il tavolo finale, con l’ormai consolidato format dei November Nine. Il nostro Federico Butteroni ha chiuso all’8° posto, intascando poco meno di 1,1 milioni di dollari e giocando praticamente solo un paio di mani.

In tanti, giornalisti, esperti del settore poker  e semplici appassionati, hanno speso parole critiche verso lo spettacolo offerto dal tavolo finale del Main Event WSOP. Poco ritmo, poche emozioni e giocatori – proprio come il nostro Butteroni – che per volontà o circostanze (quando non vedi carte, è dura giocare se non hai un big stack) hanno giocato in maniera attendista.

Se il poker vuole aprirsi ad un bacino d’utenza più generalista, non può offrire uno spettacolo del genere in quello che dovrebbe essere il suo “show” di punta. Qualcuno pensa che sarebbe ora tornare all’antico, eliminando i November Nine e giocando il tavolo finale al massimo un paio di giorni dopo la sua composizione.

C’è chi invece ritiene troppo lunga la pausa di quattro mesi e propone di giocare il tavolo finale a settembre: ESPN avrebbe comunque modo e tempo per organizzare le riprese e il pathos non scemerebbe poi molto (visto che tra luglio e settembre ci sarebbe di mezzo solo agosto, tipico mese vacanziero). In fondo, in quanti hanno pensato ai November Nine se non a pochi giorni dallo svolgimento del tavolo finale?

Una proposta interessante è quella di giocare il tavolo finale in modalità six-handed. Dai November Nine ai November Six, insomma. Effettivamente anche in occasione del final table di quest’anno, il gioco è diventato molto più movimentato e divertente una volta che il numero dei player ha cominciato a ridursi.

Un’altra proposta, se vogliamo più rivoluzionaria, potrebbe essere quella di ridistribuire lo stack in modo che anche gli short-stack non partano con meno di 20-25 big blind. Chiaramente le redistribuzione dovrebbe seguire un criterio meritocratico, in modo che chi si è presentato al final table da chip leader possa godere di un vantaggio rispetto agli altri.

Certo, i giocatori storcerebbero il naso: perché dovrei accettare di giocarmi il tavolo finale con 60 big blind, quando magari ci sono arrivato con più di 100? Quel che è certo è che senza giocatori troppo short lo spettacolo ne gioverebbe.

Lascia un Commento