LUDOPATIA: il comune di Arezzo aderisce a campagna Slot Mob

AREZZO – Il Comune di Arezzo decide di effettuare uno sforzo importante nella lotta contro il gioco d’azzardo, e si allinea al movimento Slot Mob. Si tratta di una campagna avviata ad ottobre dello scorso anno, in modo da aiutare tutte le persone che stanno provando a sconfiggere la ludopatia.

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La lotta contro la ludopatia continua a farsi largo tra i cittadini del nostro Paese, tanto che anche le istituzioni hanno iniziato a muovere dei passi in avanti in questa dirazione, in modo da affiancare le associazioni che partecipano alla battaglia contro il gioco d’azzardo.

È anche il caso del gruppo Slot Mob, fondato nella città di Arezzo il 5 ottobre dello scorso anno. Si tratta di una associazione che cerca di scoraggiare i gestori di bar e locali pubblici dall’affitto e installazione di slot machine, oltre che i cittadini stessi dal loro utilizzo.

Finora, il comune toscano conta ben 220 persone che hanno deciso di affidarsi ai centri per le tossicodipendenze, in modo da riuscire ad avere la meglio nella lotta contro la ludopatia. La maggior parte di loro sono di sesso maschile, dall’età media di 46 anni e inseriti nel mondo del lavoro come precari.

Si tratta soprattutto di persone che hanno dilapidato ingenti somme di denaro giocando alle slot machine e ai videopoker, divenendo sempre più soli a causa della mancata accettazione del loro status di ludopatici, che li ha indotti ad allontanarsi anche da amici e familiari.

La situazione è seria – ha sottolineato l’assessore comunale Lucia Tanti l’aumento delle presenze in centri quali il Sert dimostra che la richiesta di aiuto e supporto è in netto aumento. Come Comune abbiamo intenzione di fare quanto è in nostro potere per aiutare medici e associazioni come quella di Slot Mob nella loro attività preventiva“.

Quindi, ho voluto aprire un percorso di collaborazione nuovo – prosegue la Tanti nel suo discorso di adesione al progetto – per porre l’attenzione su due aspetti: il gioco quando è così non fa bene e spesso intorno al gioco d’azzardo girano soldi cattivi”.

Al coro si unisce Paolo Giusti, dell’associazione Slot Mob: “Sappiamo che a volte le difficoltà economiche non permetto di operare questa scelta con serenità, ma vogliamo ugualmente ricordare a tutti che una città senza slot, un bar senza slot, è un luogo che ha più spazio per le persone e dove non si consumano piccoli drammi personali”.

In questi mesi che sono trascorsi dalla fondazione del movimento, sono stati premiati i bar e i locali pubblici che hanno deciso di rinunciare alle slot machine e alle altre forme di gioco d’azzardo, con l’organizzazione di colazioni o aperitivi di massa con annesse attività ludiche, come il calcio balilla.

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