POKERSTARS: risolta vicenda con il Fisco, pagati 6 milioni

MILANO – Si risolve in maniera definitiva la controversia che aveva come protagonisti i vertici di PokerStars e il Fisco italiano. Il gruppo che fa capo alla nota poker room, accusato alcuni mesi fa di aver evaso le tasse per decine di milioni, ha pagato sei milioni al termine di un accordo trovato qualche ora fa.

agenzia entrate

La notizia è una di quelle che gli appassionati di poker, con un occhio rivolto anche al mondo della finanza, attendevano da un po’ di tempo. Amaya Gaming, il gruppo che fa capo tra le altre aziende anche a PokerStars, ha risolto la propria controversia con il Fisco italiano.

La vicenda risale al mese di marzo del 2015, quando si è venuto a sapere che il gruppo non aveva dichiarato circa 300 milioni di euro di ricavi in capo alla società italiana, spostando tutti gli utili in questione in nell’Isola di Man, dove l’azienda PokerStars ha un trattamento fiscale di valore.

Così, dopo la pioggia di denunce e l’inevitabile comunicato di risposta da parte di PokerStars è partito il contenzioso tra le parti, che come detto si è risolto nelle scorse ore con un accordo tra Amaya Gaming e le istituzioni tributarie del nostro Paese.

Stando a quanto rivela la redazione de Il Sole 24 Ore, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha incassato circa 6 milioni di euro, con l’Erario che ha dunque ricevuto una somma pari a meno del 10% dell’originaria cifra pretesa dal fisco, che ammontava a poco più di 85 milioni di euro per una cifra totale di profitti non dichiarati e stimati di oltre 300 milioni.

Da parte di Amaya non può non esserci soddisfazione, visto che la cifra pattuita con Agenzia delle Entrate ed Erario è decisamente inferiore a quanto ci si potesse attendere, dopo che sono stati fatti tutti i riscontri del caso e ci si è accertati della grossa somma di ricavi non dichiarati dal gruppo.

Questa transazione, dunque, rappresenta una soluzione definitiva della controversia con il pagamento di tutte le somme dovute e, soprattutto, con l’assicurazione che la società non debba ulteriori tasse supplementari per l’anno fiscale 2014.

Una vittoria quasi totale, dunque, per PokerStars e per Amaya Gaming, che dallo spettro di un provvedimento piuttosto oneroso nei suoi confronti per il mancato rispetto delle regole sul transfer pricing, si trova ora a pagare una multa decisamente ridotta sul piano economico, rispetto a quanto si poteva prevedere.

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