SLOT MACHINE: giocano dopo rapina in banca, due arresti a Venezia

VENEZIA – Dopo essere riusciti a piazzare un colpo in una banca di Venezia, due uomini sono andati a tentare la fortuna alle slot machine, con il denaro portato via nel corso della precedente rapina. Così uno dei presunti ladri è stato intercettato dalla polizia, che ne ha disposto il fermo.

rapina banca

Quando la destrezza nel completare dei colpi ai danni di un istituto bancario non basta, e si cerca di ottenere un profitto maggiore andando a tentare la fortuna con le slot machine, puntando ciò che era stato portato via poco prima. È ciò che è accaduto a Venezia a due uomini, uno dei quali è stato fermato.

I due ladri, entrambi con il volto coperto da un passamontagna, erano riusciti a mettere a segno una rapina lo scorso 15 gennaio nell’istituto di credito alle Zattere a Dorsoduro, tanto che, dopo aver minacciato gli impiegati con un’arma, erano riusciti a portare via circa 3.500 euro.

Dopo essere riusciti a scappare e ad allontanarsi a sufficienza dall’istituto di credito, i malviventi avevano deciso di dividersi equamente il denaro rubato, e mentre uno dei due ha deciso di rubare anche una piccola imbarcazione ormeggiate nelle vicinanze, l’altro ha deciso di proseguire a piedi.

Dalle parti della banca rapinata c’era anche un bar che contiene delle slot machine, e per il ladro che è rimasto a piedi, la tentazione di andare a giocare alle macchinette era troppo forte, così ha deciso di investire la propria parte del bottino provando a farla crescere.

Ma questa sosta fuori programma è risultata deleteria per l’uomo, che è stato individuato dagli agenti di polizia del commissariato San Marco, i quali sotto il coordinamento della Procura della Repubblica lagunare hanno visionato le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del bar.

Inoltre, anche le telecamere a circuito chiuso poste all’esterno dell’istituto di credito rapinato poche ore prima hanno fatto in modo che i due ladri venissero identificati, grazie anche all’intuito degli investigatori, i quali hanno potuto mettere le mani su Sebastiano Boscolo, nato a Venezia nel 1977 e pregiudicato.

Il secondo uomo accusato di aver messo a segno la rapina, di 40 anni e anch’egli originario di Venezia e già noto alle forze dell’ordine, è stato denuncciato in stato di libertà con l’accusa di rapina a mano armata.

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