SLOT MACHINE: sorgono i primi Comuni senza macchinette

MILANO – Scattano le prime iniziative da parte dei Comuni italiani per combattere la ludopatia e per sconfiggere il gioco d’azzardo nel nostro Paese. Le amministrazioni locali hanno infatti deciso di bandire le slot machine e le videolottery dai bar e dagli esercizi commerciali, anche attraverso delle sovvenzioni.

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La lotta contro il gioco d’azzardo e la ludopatia prosegue nel nostro Paese. E mentre le associazioni continuano a fare rumore e a invocare l’intervento delle alte cariche politiche, le amministrazioni comunali hanno iniziato a muoversi per venire incontro a chi richiede che si riduca il numero di slot machine presenti sul territorio.

Partiamo dal comune di Montopoli in Val d’Arno, in provincia di Pisa, dove il Circolo Arci Torre Giulia di San Romano ha deciso di eliminare le slot machine dai propri ambienti, con la benedizione del vicesindaco Linda Vanni, la quale ha fatto sapere di voler premiare chi ridurrà il gioco d’azzardo nei propri esercizi commerciali.

Speriamo che tanti altri titolari di bar, locali e caffè – ha dichiarato in merito la Vannipresenti su tutto il territorio del nostro comune vogliano fare lo stesso in modo da innescare un sempre più forte circolo virtuoso anti-gioco d’azzardo. Sono certa che iniziative del genere attirerà più clienti nei circoli“.

Ci trasferiamo ora a Taino, piccola realtà in provincia di Varese, dove l’amministrazione comunale ha varato una proposta per avviare nuove attività sul territorio. Vengono stanziati 3mila euro per incentivare nuovi esercizi commerciali, a patto che essi non contengano al loro interno sale slot e macchinette per il videopoker.

Oltre alle sale per le slot machine, vengono escluse dal provvedimento di finanziamento del comune varesino anche le attività di compro oro, i distributori automatici di sigarette, i sexy shop e i negozi per la vendita di armi, munizioni e materiale esplosivo di ogni genere.

Le iniziative, nel frattempo, partono anche dalle associazioni più importanti, come Libera. Alcuni esponenti hanno protocollato in data 22 dicembre una lettera–invito, per chiedere al sindaco di Cerignola di diventare il primo Comune No-slot, in primis riducendo sul territorio il numero di macchinette per poi provvedere alla totale eliminazione.

Ovviamente, questo genere di provvedimento dovrebbe prima passare da un finanziamento nei confronti dei gestori dei locali, che dovrebbero rimpiazzare le slot machine e le videolottery. Inoltre, Libera nella sua lettera chiede maggiori informazioni su una delibera comunale che debba regolare la cura della ludopatia e il controllo dei locali contenenti le macchinette.

Chiudiamo con Scafati, comune in provincia di Salerno, dove il consigliere comunale del Pd Michele Grimaldi ha richiesto delle norme per eliminare le slot machine dal territorio: “Chiediamo la redistribuzione sul territorio delle sale da gioco, limiti alla pubblicità, la divulgazione del marchio ‘slot free’ e la riduzione della Tari del 10% per chi non installa apparecchi“.

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