VIDEOPOKER: sequestrato un circolo di Prato

PRATO – Una donna di origini cinesi ha ricevuto una multa superiore ai 1.000 euro, dopo aver installato slot machine e videopoker nel proprio esercizio commerciale. Il gestore del locale si era visto respingere la richiesta a causa della presenza in pochi metri di alcuni luoghi sensibili, ma ha comunque installato le macchinette.

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Aveva chiesto l’autorizzazione a installare slot machine e videopoker in un circolo di via Marini, ma il Comune di Prato si era opposto perché il circolo era troppo vicino ai “luoghi sensibili” che sconsigliano la presenza di apparecchi per il gioco d’azzardo, nella fattispecie le scuole di via Filzi.

Tuttavia, una donna di origini cinesi ha deciso di non attenersi alla decisione presa dal consiglio comunale pratese e ha comunque optato per l’installazione delle macchinette. Non sono passati molti giorni prima che avvenisse la scoperta, tanto che una multa è stata comminata al titolare del circolo.

Sono stati gli agenti della polizia municipale di Prato ad effettuare il controllo decisivo da un internet point della zona, e al termine dell’operazione è stato contestato il fatto di aver installato i videogiochi a una distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili, ovvero scuole, chiese e asili.

Per questo motivo, le forze dell’ordine hanno provveduto a contestare alla titolare la multa, fissata su 1.032 euro, e hanno sequestrato l’intero circolo, all’interno del quale sono state ritrovate le macchinette incriminate.

Non si tratta però della prima volta in cui un circolo contravviene alle norme stabilite dal Comune di Prato, sulla presenza di slot machine e videopoker vicino a luoghi sensibili: sempre un cittadino cinese si è visto ricevere la medesima sanzione, oltre al sequestro delle macchinette non autorizzate.

E in tal senso, il Comune toscano ha rilasciato una nota: “Il controllo e l’attenzione al fenomeno dei giochi leciti rientra nei precisi impegni del Comune proprio per contrastare il grave fenomeno delle ludopatie, impegno che si è concretizzato, fra le altre cose, anche nell’istituzione di un apposito tavolo di studio del fenomeno“.

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