CASINÒ: vinse 8 milioni a Venezia mai ricevuti, riparte il processo

MODENA – Riprende la battaglia legale condotta da un uomo di 55 anni nativo di Modena, il quale nel 2008 aveva portato a casa ben cinque milioni di euro alle slot machine presso il Casinò di Venezia. Il denaro non è mai stato ricevuto, e dopo la prima denuncia caduta nel vuoto, a maggio ci sarà una nuova udienza


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Aveva vissuto una giornata magica nel gennaio del 2008 Giovanni Fellone, un imprenditore di 55 anni nativo di Modena, che da appassionato del gioco aveva deciso di trascorrere qualche ora alle slot machine del Casinò di Venezia, investendo circa 8mila euro ma riuscendo ad accumulare una vincita spaventosa.

In un primo tempo, come da lui stesso dichiarato, non sembrava credere ai suoi occhi, ma la somma di denaro accumulata a quella macchinetta era veramente spaventosa: cinque milioni di euro vinti, ovvero il jackpot imposto nelle singole slot delle sale di “Ca’ Noghera“, la sede invernale per gli amanti del gioco nella città lagunare.

Eppure, l’imprenditore non ha mai potuto godersi questa grande cifra. Ciò è accaduto perchè i vertici della struttura veneziana hanno addotto quella vincita da capogiro ad un malfunzionamento della macchinetta, tanto che questa era stata dichiarata “in tilt” dal caposala.

Così Fellone ha denunciato tutti alla procura di Venezia, ma tutto cadde in una prima archiviazione del procedimento a carico del gestore della casa da gioco, così come sarebbe avvenuto, qualche tempo dopo, con il successivo atto di citazione nei confronti dell’ente gestore al tribunale di Modena.

Ora l’imprenditore ha deciso di avviare una nuova azione legale contro i vertici del Casinò di Venezia, con la prima udienza che è stata fissata per il 18 maggio prossimo, proprio nella città lagunare.

Ho sempre tenuto i piedi per terra – ha dichiarato Fellone al momento di annunciare la ripartenza della causa legale nei confronti del casinò – , ma non rinuncio ad un mio diritto. Ho giocato ed ho vinto quei cinque milioni ed è giusto che mi vengano consegnati“.

In tutti questi anni loro non si sono mai fatti vivi – prosegue – , io e mia moglie abbiamo riaperto la causa e cambiato avvocati perchè sappiamo di aver subito un’ingiustizia pesante, sulla quale da troppo tempo è calato il silenzio. Inizialmente il direttore ci propose 20mila euro a fronte dei cinque milioni vinti e dei 9mila euro spesi“.

Qui non siamo davanti ad una truffa – afferma il legale del giocatore – perchè non vi è stata manomissione delle macchinette. Loro sostengono che la slot sia andata in tilt eppure, al raggiungimento della vincita massima, la macchina interruppe la sequenza dei giri gratuiti e non ne consentì ulteriori. Noi chiediamo la reponsabilità civile e il pagamento di tutta la somma“.

E in chiusura di questa vicenda, Giovanni Fellone ha dichiarato che, qualora questa volta la giustizia dovesse schierarsi dalla sua parte e dichiarare legittima la vincita, la userebbe per aiutare il figlio disabile e per creare nuovi posti di lavoro nella sua azienda.

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