SCOMMESSE: Cosenza, circolo accettava giocate illegali

COSENZA – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cosenza ha scoperto un locale aperto al pubblico, ufficialmente inaugurato in qualità di circolo ricreativo, ma all’interno del quale venivano accettate centinaia di scommesse sportive per conto di bookmakers con sede a Malta.

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Aveva aperto un locale con l’intento di farlo passare per un circolo ricreativo in piena regola, con tanto di attività ludiche per far trascorrere del tempo ai propri avventori. Ma in realtà accettava centinaia di scommesse sportive ogni giorno, finchè non è giunto il giorno in cui è stato colto con le mani nel barattolo della marmellata.

Blitz decisivo, quello effettuato nelle scorse ore da parte degli agenti della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Cosenza, i quali hanno smascherato l’inganno e hanno posto sotto sequestro il locale, dentro al quale non si svolgevano le classiche attività tipiche dei circoli di questo genere.

Ad aggravare il tutto, i finanzieri del Comune silano hanno scoperto che nel circolo venivano accettate le puntate per conto di un bookmaker con sede legale a Malta, e che quindi non godeva dei requisiti per poter essere adoperato per giocare le schedine nel nostro Paese.

Per questo motivo, oltre alla disposizione del sequestro del locale a tempo indeterminato, gli uomini della Guardia di Finanza hanno anche avviato una regolare denuncia nei confronti del gestore del locale, con l’accusa di esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa sportiva.

Nel corso del blitz che ha portato alla chiusura del circolo ricreativo adibito a centro scommesse, gli agenti delle forze dell’ordine hanno trovato alcuni computer, attraverso i quali venivano accettate le puntate e che contenevano i tabulati con le quote costantemente aggiornate dei vari eventi sportivi.

Oltre al fatto di accettare le giocate senza godere dei relativi permessi, al di là del fatto che il locale non era stato giustificato come centro scommesse, il circolo ricreativo sequestrato non godeva nemmeno delle autorizzazioni e non rispettava le norme di sicurezza imposte per gestire un locale di questo tipo.

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