SCOMMESSE: rubava la luce, chiuso centro a Palermo

PALERMO – Un centro scommesse del quartiere Ballarò di Palermo è stato sequestrato dai carabinieri del capoluogo siciliano. Il titolare, infatti, aveva collegato l’impianto elettrico del locale in maniera abusiva, provocando così la chiusura immediata, oltre a una pena pecuniaria ai suoi danni.

Centro-scommesse-palermo

Erano presenti diversi clienti, nonostante fossero ancora le prime ore del mattino di mercoledì. Tutti amanti delle scommesse che stavano sorseggiando una birra mentre seguivano gli eventi sui quali avevano già piazzato delle puntate. Peccato che in quel locale al piano terra di cortile Fontana, nel quartiere di Ballarò a Palermo, nulla fosse in regola.

Sono così scattate le manette per un uomo di 41 anni, Rosario Curatolo, accusato di furto aggravato e danneggiamento. L’uomo aveva organizzato, nel noto quartiere del capoluogo siciliano, un centro scommesse on line clandestino collegato abusivamente alla corrente elettrica.

Durante l’ispezione, effettuata nelle prime ore della mattinata odierna, i carabinieri di Palermo si sono accorti che c’era qualcosa che non andava nell’allaccio alla corrente che consentiva al gestore del centro scommesse di poter tenere aperta la propria attività.

Nel corso del blitz effettuato dalle forze dell’ordine, sono stati trovati anche diversi fogli con le indicazioni delle quote per le scommesse dei principali eventi sportivi, computer e stampanti con i quali si raccoglievano e si emettevano le schedine che venivano giocate.

Nelle stanze dello stabile di cortile Fontana, inoltre, i carabinieri sono riusciti a trovare anche una carabina ad aria compressa. Al momento del ritrovamento dell’arma, il gestore del locale ha fatto sapere di averla regolagmente acquistata nel mercato allestito a Ballarò.

Il centro scommesse è stato dunque posto sotto sequestro. Nel corso del processo per direttissima, svolto nelle scorse ore, l’arresto è stato convalidato e il giudice ha condannato Curatolo ad otto mesi di reclusione, pena sospesa, oltre a seicento euro di multa. L’uomo è stato rimesso in libertà.

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