SLOT MACHINE: creò giro di prostitute per giocare

GENOVA – Faceva prostituire anche la figlia e una nipote appena maggiorenne, così la polizia di Genova ha messo in manette una donna di 61 anni di nazionalità romena: era riuscita a convincere anche una ragazza al settimo mese di gravidanza, a lavorare per ottenere soldi che venivano usati per comprare gioielli e giocare alle slot machine.

prostituta

Giocare alle slot machine, ma anche comprare dei gioielli e soprattutto spedire dei soldi al resto della famiglia residente in Romania. Il tutto attraverso un giro di prostituzione in cui venivano coinvolte la figlia, la nipote che da poco aveva compiuto diciotto anni e persino una donna al settimo mese di gravidanza.

Questa la “missione” che aveva intrapreso una donna di 61 anni, Marioara Muntean, meglio conosciuta dalle sue parti come Mariana, che la Squadra mobile di Genova aveva intercettato in tutti questi giorni, arrivando poi alla amara scoperta del numero di donne che lavoravano alle sue dipendenze.

L’indagine che ha portato all’arresto della donna di origini romene ha avuto inizio circa un anno fa, quando la terza figlia di Mariana aveva effettuato una denuncia in quanto era stata costretta a vendere il proprio corpo per ottenere del denaro, che veniva utilizzato da sua madre nei suddetti modi.

Così, nella rete della polizia del capoluogo ligure sono finite, oltre a Marioara Muntean, altre tre persone, tutte di nazionalità romena: Maria Loredana Muntean, detta «Dana», di 40 anni, Nicolae Carol Muntean, detto «Nicu», di 35 anni, e Lajos Claudiu Molnar, detto «Loicica», di 29 anni.

I quattro soggetti finiti in manette nelle scorse ore, da tempo residenti a Genova, oltre ad essersi già macchiati dei reati di associazione a delinquere finalizzata al reclutamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione, reclutavano con l’inganno le vittime nel proprio Paese.

Per fare guadagnare più soldi alle prostitute, Marioara Munteanu obbligava le ragazze che lavoravano per lei ad assecondare i clienti su ogni richiesta e ad avere anche dei rapporti sessuali senza le dovute protezioni.

E non appena i clienti delle ragazze al suo servizio pagavano per i rapporti sessuali, in alcuni casi anche in maniera molto sostenuta, la donna di 61 anni investiva il denaro in tanti modi: la maggior parte dei guadagni veniva versata nei conti dei propri familiari in Romania, il resto veniva speso in gioielleria o alle slot machine.

Lascia un Commento