SCOMMESSE: Patti, sequestrato centro illegale

PATTI – Grande operazione da parte dei militari della Guardia di Finanza, che nel comune messinese di Patti hanno posto sotto sequestro un centro scommesse che contravveniva alle norme vigenti sulle licenze. In un altro locale è stato invece beccato un minorenne intento a giocare, oltre a un lavoratore in nero.

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I militari della Guardia di Finanza hanno posto sotto sequestro un centro scommesse illegale in quel di Patti, in provincia di Messina. Le Fiamme gialle hanno individuato il centro che non rispettava le norme in vigore, in quanto privo delle autorizzazioni previste dall’attuale legislazione.

In particolare, il locale non era provvisto della licenza di pubblica sicurezza, nè della concessione dell’amministrazione dei Monopoli di Stato. Il centro scommesse serviva, inoltre, per raccoglierele puntate su eventi sportivi per conto di un allibratore con sede sociale in Austria.

All’interno del locale erano presenti attrezzature tecniche utilizzate per la raccolta delle puntate clandestine, come computer, schermi e stampanti. Sono state trovate anche somme di denaro, tutto proveniente dall’attività illecita di cui sopra.

Per questo motivo, i militari della Guardia di Finanza hanno sporto regolare denuncia alla Procura della Repubblica di Patti, nei confronti del rappresentante legale della società, per il reato di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse.

Durante un secondo controllo, effettuato presso un altro centro sito sempre a Patti, i finanzieri hanno scoperto che il titolare aveva consentito l’accesso a un minorenne all’interno delle aree destinate a giochi con vincite in denaro.

In questo caso il responsabile della violazione, ovvero il titolare dell’esercizio commerciale, è stato segnalato e ha ricevuto una denuncia per violazioni di tipo amministrativo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in merito al “Decreto Balduzzi” che protegge i minorenni dal vizio del gioco.

Il titolare del secondo centro scommesse controllato potrà ricevere una sanzione fino a un massimo di 20mila euro, oppure il sequestro dell’attività per un periodo tra i dieci e i trenta giorni. Sempre all’interno dello stesso locale i finanzieri hanno scoperto anche un lavoratore “in nero”.

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