SCOMMESSE: pioggia di multe nel Napoletano

GRAGNANO – Pioggia di multe e sanzioni per alcuni locali pubblici di Gragnano, in provincia di Napoli. Dopo una serie di ispezioni effettuate dai carabinieri, sono stati colpiti due centri scommesse, una sala giochi e un bar, per un totale di circa 500.000 euro di multa per diverse irregolarità e reati penali.

carabinieri primo piano

I carabinieri di Gragnano – in provincia di Napoli – su mandato dell’Agenzia per le Dogane e i Monopoli di Stato, hanno proceduto all’ispezioni di quattro esercizi commerciali. Si tratta di un locale pubblico, una sala giochi e due centri per le scommesse.

Un uomo di 23 anni, titolare di uno dei centri scommesse finiti al centro delle ispezioni, è stato denunciato per vari reati concernenti lo svolgimento di attività organizzata per l’accettazione o la raccolta di scommesse senza concessione o autorizzazione e per esercizio abusivo e organizzazione di pubbliche scommesse sportive.

A carico del titolare del locale, si è proceduto anche al sequestro probatorio di stampanti, computer, monitor e attrezzatura varia, nonché alla somma di circa 400 euro, con l’irrogazione di sanzioni pecuniarie per 150.000 euro e richiesta di chiusura dell’esercizio a tempo indeterminato.

Sanzioni amministrative a carico anche del titolare dell’altro centro ispezionato dai carabinieri di Gragnano: ai suoi danni è stata comminata una sanzione per raccolta di scommesse telematiche senza autorizzazione, e per aver inosservato la normativa che vieta l’accesso ai minori nelle sale da gioco.

Oltre a questi capi di accusa, formulati nelle scorse ore in base alle norme vigenti in tema di scommesse e giochi per preservare i minori, è stata ravvisata anche la mancanza degli avvisi obbligatori relativi alla dipendenza patologica dal gioco: per questo motivo, è stata comminata un’altra sanzione, per circa 70.000 euro.

Come detto, oltre ai due centri scommesse sono stati ispezionati dai carabinieri di Gragnano anche una sala giochi e un bar: anche in questo caso sono state riscontrate diverse irregolarità, che hanno culminato con sanzioni pecuniarie, rispettivamente di 230.000 euro e 50.000 euro.

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