SCOMMESSE: Prato, immigrati sorpresi a giocare

PRATO – Tre presunti profughi sono stati sorpresi a giocare in un centro scommesse di Prato. La loro presenza non è stata particolarmente gradita, sia dagli altri soggetti che hanno frequentato il locale che dalle autorità locali, che ora rivendicano il denaro investito per consentire agli immigrati di permanere in Italia.

Ballarò

Tre presunti profughi sono stati immortalati mentre giocano ai terminali FAICONME in una sala, sita a Prato, adibita alle scommesse sportive. La segnalazione arriva da un cittadino che in più occasioni ha rilevato la presenza di persone, presumibilmente originarie dell’Africa sub-sahariana, a giocare ai suddetti terminali.

Durante questo episodio, un testimone ha anche assistito alle reazioni di alcuni presenti, i quali hanno sottolineato come stessero impiegando il proprio tempo dei profughi accolti in dei centri di accoglienza pratesi. E il fatto che questi soggetti fossero intenti a giocare presso il centro scommesse non è piaciuto, tanto agli altri clienti, quanto alle istituzioni

La Segretaria Provinciale Patrizia Ovattoni, appartenente alla Lega Nord, vuole “vederci chiaro affinché si possa avere un quadro completo sull’effettivo utilizzo dei pocket money destinati agli extracomunitari presenti nelle strutture di accoglienza pratesi”.

“E’ di basilare importanza – dichiara il segretario provinciale pratese della Lega Nord – che i fondi pubblici vengano impiegati con la massima razionalità, coscienza e soprattutto nell’interesse dei cittadini contribuenti”.

La Ovattoni pone la questione sul piano etico: “Anche se si tratta di pochi spiccioli per il migrato a fare la differenza è la somma totale elargita ai profughi o presunti tali. È una vergogna! Anche perchè questi soldi potrebbero essere utilizzati per le famiglie italiane in difficoltà che arrivano a fatica a fine mese”.

“Soprattutto – conclude il segretario leghista – vista la crisi che attanaglia la nostra gente fa male veder spendere questi soldi nel gioco, quando a volte si è costretti a frugare nel cassonetto per racimolare qualcosa da mangiare”.

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