SLOT MACHINE: arrestato il ladro di Conegliano

CONEGLIANO VENETO – I carabinieri ha messo le mani su un uomo di 48 anni, in quel di Conegliano Veneto, che nelle scorse ore aveva messo a segno una rapina ai danni di un bar. Nel mirino del ladro c’erano soprattutto le slot machine presenti, che sono state svuotate per un bottino complessivo che supera i 4mila euro.

furto slot

Ha rapinato una sala slot, la “Re-Play” di Conegliano Veneto, in provincia di Vicenza. Tuttavia, la polizia è riuscita ad acciuffarlo e si ritrovato costretto a subire una condanna di tre anni per furto.

Il protagonista della vicenda è Paolo Gera, un uomo di 48 anni, nato e residente a Conegliano Veneto.

L’uomo dopo il colpo è andato a casa a piedi e ha addirittura lasciato il bottino fuori casa, nascosto in un sacchetto ai piedi di un albero. I carabinieri, messi sulle tracce dell’autore dal racconto e dalle descrizioni dei testimoni, lo hanno arrestato a casa poche ore dopo il delitto e hanno recuperato la refurtiva, circa 4.100 euro.

Interrogato dal giudice in sede di convalida dell’arresto, dopo essere stato fermato dalle forze dell’ordine, Gera aveva detto di non ricordare nulla dell’accaduto.

Era entrato in azione con un taglierino in mano, minacciando le giovani bariste del locale e facendosi consegnare l’incasso. Ha agito nella serata di giovedì 3 marzo scorso nella sala slot Re-Play di Parè. Il malvivente era fuggito a piedi con un bottino di oltre quattromila euro.

Erano circa le 21 quando, con il volto coperto da un casco, era entrato nel locale che si trova all’incrocio tra la statale Pontebbana e via Vittorio Veneto. Si era diretto verso il bancone del bar e la cassa: taglierino alla mano, ha intimato alle ragazze di dargli i soldi.

Dopo aver prelevato il bottino, l’uomo era inizialmente riuscito a fuggire con la convinzione di aver messo a segno il colpo senza essere scoperto, nè rintracciato da alcun membro delle forze dell’ordine.

Tuttavia, i carabinieri di Conegliano Veneto è riuscita a mettere le mani su Gera, il quale nel frattempo aveva provato ad occultare il bottino che era riuscito a prelevare, senza però riuscirci, lasciando che esso costituisse una prova inconfutabile del reato.

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