SLOT MACHINE: il Governo pone il limite nei bar

MILANO – Il Governo nazionale prova a porre un freno alla grande ondata di ludopatia e di gioco d’azzardo, che si è diffuso in maniera massiccia nel nostro Paese. Così, nelle scorse ore è stato posto il limite di quattro slot machine, che ciascun bar e locale autorizzato potrà rendere operative.

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Provvedimento che ha quasi un contorno storico, quello che è stato attuato nelle scorse ore dal Governo nazionale in tema di slot machine. È stato infatti stabilito un limite di non più di quattro macchinette presenti in ogni bar e locale pubblico che disponga dei requisiti per ospitarle tra le proprie mura.

L’Italia ha il 15% del mercato europeo dell’azzardo. Ha l’1% della popolazione mondiale, ma il 4,4% del mercato totale. Nell’online svetta: 23%o delle giocate di tutto il globo. Ha la metà di slot machine di quante ce ne siano in tutti gli Stati Uniti.

C’è un livello di guardia che è stato superato, le slot machine e le seduzioni dei Gratta & Vinci – con 57 diversi tipi in circolazione – occhieggiano dai bar, dai tabaccai, dai mini casinò di quartiere. Promettono una vita migliore e intanto prosciugano le tasche delle fasce più deboli della popolazione, quelle più esposte a questa seduzione.

Anche per gli amministratori locali è suonato da tempo il campanello d’allarme, ma fino a oggi sono andati in ordine sparso, a macchia di leopardo, per cercare di limitare gli effetti più devastanti di questa situazione. Ieri il summit nazionale, a Milano, la Prima giornata nazionale delle Regioni e degli enti locali sul contrasto al gioco d’azzardo.

Tutti d’accordo in maniera bipartisan; amministratori del Pd, di Forza Italia, della Lega. Erano in 400, tra cui il governatore della Lombardia Roberto Maroni, il presidente della Liguria Giovanni Toti, i sindaci Giorgio Gori (Bergamo), Emilio Del Bono (Brescia), Massimo Bitonci (Padova), Massimo Depaoli (Pavia).

Tutti a chiedere che non si retroceda dalle conquiste faticosamente raggiunte con le iniziative locali. Di fronte a un settore che è esclusiva prerogativa dello Stato, gli amministratori locali hanno combattuto una battaglia fatta di ordinanze che hanno sempre battuto, però, su altri aspetti, dalla ludopatia all’ordine pubblico.

E una delle migliori introduzioni per tenere lontano da slot machine e da ogni tipo di simile tentazione e soggetti un po’ più deboli, è stata l’applicazione del cosiddetto distanziometro, ovvero il divieto di aprire nuove sale slot a meno di 300 metri da scuole e luoghi di culto.

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