SLOT MACHINE: Riccione dice no alle macchinette

RICCIONE – Arriva una svolta decisa da parte di Riccione. Uno dei comuni più visitati e affollati del nostro Paese, soprattutto nella stagione estiva, ha deciso di combattere il gioco d’azzardo: incentivi per chi decide di rinunciare alle slot machine e nessuna concessione per l’apertura di nuovi punti gioco

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Manifestare dissenso all’apertura di nuovi punti gioco nel territorio, ribadire l’impegno degli amministratori nella lotta al fenomeno del gioco d’azzardo con campagne di sensibilizzazione rivolte ai giovani e l’aiuto delle istituzioni scolastiche, oltre a disincentivare nuove aperture di sale per le slot machine.

Sono alcune delle principali richieste che il Gruppo Consiliare Noi Riccionesi presenterà con un ordine del giorno nella seduta del Consiglio Comunale di Riccione del 31 Marzo prossimo, affinchè la Giunta si impegni ad assumere una precisa posizione contro il gioco d’azzardo.

L’ordine ordine del giorno, sostenuto dalla intera maggioranza, si inserisce nell’ottica di iniziative già avviate dall’Amministrazione come la giornata in programma il 10 aprile dal titolo “L’azzardo non è un gioco” che prevede momenti diversi con il coinvolgimento di scuole, associazioni, studenti ed educatori.

È la conclusione di un progetto partito lo scorso anno. Una piaga sociale che va arginata perché sinonimo di degrado sociale, alienazione della persona, costi elevati non solo dal punto di vista economico per la collettività. Basti pensare che gli italiani hanno giocato lo scorso anno 84,5 miliardi di euro.

Una cifra pari a oltre un decimo della spesa complessiva delle famiglie, pari a circa 800 miliardi. Settemila persone nella fascia d’età tra 15 e 64 anni risultano in cura per problemi legati alle ludopatie, il doppio rispetto allo scorso anno.

Preoccupante la percentuale di studenti nella fascia tra 15 e 19 anni che nell’ultimo anno ha giocato d’azzardo: dal 39% del 2014 al 42% del 2015. Lo dice un’indagine del CNR, con un paradosso: il Italia il gioco d’azzardo è vietato ai minori per legge, eppure i controlli sono quasi inesistenti.

Nello specifico il progetto cerca di incentivare la dismissione, da parte di bar ed esercizi commerciali delle slot machine, offrendo in cambio agevolazioni fiscali per creare piccole biblioteche o aree di aggregazione sociale al posto di luoghi dedicati alle slot machine.

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