SCOMMESSE: blitz a Salerno, dettagli dell’operazione Jamm Jamm

SALERNO – Sono state emesse diciotto ordinanze di custodia cautelare nei confronti del gruppo dedito alla gestione all’amministrazione di giochi on-line su piattaforme illegali senza prescrizioni dell’AAMS. Gli arresti e le condanne ai domiciliari sono stati stabiliti dopo il blitz effettuato a fine marzo.

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Un sodalizio criminale organizzato, con sede all’Agro Nocerino Sarnese, che aveva esteso il suo raggio d’azione a tutta la Campania ma anche alla Basilicata e alla Calabria. È quello smantellato a fine marzo dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, su delega della Dda di Salerno.

Sono stati eseguiti 18 misure di custodia cautelare (8 in carcere e 10 ai domiciliari) nei confronti del gruppo dedito alla gestione e all’amministrazione di giochi on-line su piattaforme illegali senza prescrizioni dell’AAMS.

Il principale promotore, Contaldo Antonio, 50 anni, unitamente ai suoi fratelli, figli e familiari gestiva diverse piattaforme e canali “on-line” per la raccolta delle scommesse clandestine e del poker su internet, creandone anche di proprie.

A tal fine si è giovato di collaborazioni con altre organizzazioni operanti sul territorio nazionale quali quelle riconducibili ai fratelli Tancredi di Potenza e con soggetti contigui a cosche della ‘Ndrangheta calabrese, anche costoro raggiunti dai provvedimenti emessi dall’A.G. di Salerno.

Inoltre, per sviluppare e imporre nella provincia di Salerno le proprie piattaforme di gioco si rivolgeva e si associava a personaggi affiliati a clan camorristici del nocerino e della zona della valle dell’Irno, nonché a pluripregiudicati con provata esperienza nel settore dei giochi on-line.

Gli arrestati sono Antonio Contaldo (1966) e i figli Vincenzo (1990) e Giuseppe (1992), Vincenzo Caputo (1968), Carmine Stanzione (1970), Maurizio Marino (1972), i fratelli Luigi e Antonio Tancredi, nati rispettivamente nel 1965 e nel 1966.

Vanno invece ai domiciliari Patrizia Contaldo (1969), Luigi Tagliamonte (1969), Alfonso Sorrentino (1985), Mafalda Avallone (1976), Antonio Pascale (1983), Alfonso Pepe (1989), Salvatore D’Elia (1965), Vincenzo Ferrara (1976), Bruno De Girolamo Del Mauro (1961) e Salvatore Attianese (1961).

Sono infine undici i siti di scommesse che sono stati dichiarati illegali, in quanto sprovvisti delle necessarie licenze per operare nel mercato italiano.

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