SLOT MACHINE: lettera di un movimento a Mattarella

ROMA – Il movimento Slot Mob ha voluto alzare la propria voce per farsi sentire dalle istituzioni. Così è stata fatta recapitare una lettera all’attenzione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per sensibilizzarlo sulla campagna per combattere la dipendenza da slot machine, in cui versano migliaia di italiani.

mattarella

Il movimento Slot Mob – dopo l’incontro alla Camera dei Deputati del 12 aprile scorso, non si ferma e, in vista delle manifestazioni che il prossimo 7 maggio vedranno coinvolti centinaia di bar slot free e migliaia di cittadini in tutta Italia – prende carta e penna e scrive al Presidente Sergio Mattarella.

“Con la scusa di legalizzare il cosiddetto “gioco” d’azzardo – si legge nella lettera dell’associazione che combatte la dipendenza da slot machine – , i legislatori italiani si sono mossi come degli apprendisti stregoni trasformando il Paese in un casinò diffuso nel pieno della crisi economica e morale più dura del dopoguerra”.

Secondo i membri di Slot Mob, “bisogna agire alla radice e riconoscere che è lo Stato sta vivendo una pericolosa crisi astinenza del denaro che arriva dal settore dell’azzardo, appaltato a grandi società commerciali transnazionali. Occorre recidere questo vincolo per rimettere in discussione l’intera materia in modo democratico e partecipato”.

L’appello viene rivolto da Slot Mob a Mattarella, in qualità di custode della Costituzione democratica fondata sul lavoro perché, come si legge in un altro passaggio “faccia valere la sua autorevolezza, anche con un semplice messaggio al Parlamento, incapace di agire in questo campo e al Governo che, sull’azzardo, dimostra di avere le idee confuse sul bene comune”.

“Senza una diversa economia – prosegue la lettera – , capace di generare benessere per tutti, vinceranno sempre le lobby, come si è visto nel tentativo fallito di imporre il ragionevole divieto assoluto di pubblicità dell’azzardo”.

In conclusione, l’associazione che combatte la dipendenza da slot machine evidenzia che “esistono gruppi di potere trasversali capaci di cambiare le leggi dalla sera alla mattina umiliando le reti di cittadinanza attiva e le amministrazioni comunali che cercano di recuperare sovranità sui loro territori”.

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