SLOT MACHINE: minori rubavano in chiesa per giocare

MONSANO – Due ragazzi ancora minorenni sono stati fermati dai carabinieri di Jesi, dopo essere stati accusati di trafugare denaro dal cesto delle offerte in una chiesa di Santa Maria fuori Monsano. I soldi rubati sarebbero poi serviti alla coppia di baby ladri per andare a giocare alle slot machine

carabinieri

Rubavano le offerte in chiesa per andare poi a giocare alle slot machine e ai videogames alla sala giochi Paradise Playcenter. Ma la festa è finita per due minorenni, compagni di classe, entrambi italiani e 15enni pizzicati con le mani nell’offertorio della chiesa di Santa Maria fuori Monsano.

Erano mesi che la cassettina delle offerte destinate ai bambini dell’Africa si alleggeriva in maniera misteriosa. Secondo una stima approssimativa, saranno sparite alcune centinaia di euro. Ammanchi costanti, tanto che il parroco si era rivolto alla polizia e su consiglio degli agenti aveva fatto installare delle telecamere.

Lunedì, verso le 16, l’epilogo della scabrosa faccenda. Il portone della chiesa era accostato e i due ladruncoli arrivati in scooter hanno approfittato per scivolare all’interno dell’edificio sacro per effettuare il clamoroso furto ai danni dei prelati.

Si erano accorti durante gli altri sopralluoghi della presenza delle telecamere, quindi hanno girato quella della sagrestia verso il muro oscurando quindi la loro azione, mentre l’altra (quella vicino all’organo) l’hanno danneggiata.

Ma non è bastato. La fatalità ha voluto che proprio in quel momento entrasse in chiesa un’anziana parrocchiana, la signora Marisa, arzilla 92enne vedova che aveva intenzione di far valere il proprio diritto alla confessione proprio all’inizio della settimana.

Lei sapeva dei continui furti, ne aveva parlato col parroco raccogliendo il rammarico del sacerdote e il sospetto di avere un ladro tra i suoi fedeli. Quindi quando la nonnina ha visto due ragazzini armeggiare nella sagrestia, mentre frugavano nei cassetti e negli armadietti alla ricerca di altro denaro.

L’atteggiamento sospetto e furtivo dei ragazzi ha insospettita la donna, tanto che non ci ha pensato neanche un istante ad effettuare una mossa che si sarebbe poi rilevata decisiva: nella borsa aveva infatti a portata di mano il suo cellulare e ha chiamato subito il 113.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Jesi, coordinati dal vice questore aggiunto Antonio Massara – che hanno pizzicato i ragazzini intenti a rovistare. Avevano una manciata di spiccioli ancora in tasca, provento del furto di offerte appena perpetrato e che sarebbe servito per giocare ancora alle slot machine.

Lascia un Commento