SCOMMESSE: giro d’affari da centinaia di milioni

ROMA – Un report fatto uscire nelle scorse ore parla del giro di affari che riguarda il trait d’union sempre più forte tra le scommesse e il calcio. Nello scorso anno, infatti, l’Erario ha potuto godere di entrate per centinaia di milioni di euro, con una raccolta pari a 6 miliardi.

scommesse clandestine

Le scommesse sportive nel 2015 hanno restituito all’erario 192 milioni di euro e una raccolta pari a 6 miliardi di euro. E’ quanto si legge nel Report Calcio 2016, presentato oggi a Roma da Figc, Agenzia di Ricerche e Legislazione (Arel) e Pwc.

Il report, visionato da Agipronews, analizza inoltre più nel dettaglio i dati sulle scommesse sportive, fino al 2015. Un dato comunque in calo rispetto all’81% totalizzato nel 2014, quando però si disputarono i Mondiali in Brasile.

“Va ricordato che il calcio – si legge nel report presentato all’inizio della settimana – mantiene un’incidenza preponderante tra le discipline sportive, generando quasi il 74% della raccolta complessiva del settore e del connesso gettito erariale”.

Nell’ambito del calcio la quota più rilevante deriva dal campionato di Serie A, che con 797,5 milioni di euro di raccolta incide per il 19,7% del totale. A livello mondiale, la Serie A raccoglie complessivamente scommesse per circa 20 miliardi di euro, superata soltanto dalla Premier League inglese (67 miliardi) e dalla Liga spagnola (40 miliardi).

Analizzando i dati per categoria di manifestazioni, si evidenzia come la Serie A abbia generato nel 2015 quasi 798 milioni di euro di raccolta, per un gettito erariale di 27,5 milioni, seguita dal campionato di Serie B (305 milioni di raccolta, 10,5 milioni allo Stato) e dalla UEFA Champions League (260 milioni di raccolta, 8,9 milioni all’erario).

Il calcio professionistico, dal 2008, fornisce ogni anno un contributo fiscale e previdenziale superiore al miliardo di euro: nel 2013, in particolare, la contribuzione complessiva è stata pari a 1.020,6 milioni di euro.

Di questa grande cifra che è stata riportata nel documento, ben l’87,7% è derivante direttamente dai campionati di riferimento in Italia, ovvero Serie A, Serie B e Lega Pro, mentre la restante parte dal gettito erariale connesso alle scommesse sul calcio.

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