SCOMMESSE: rapine in serie a Milano, 7 arresti

MILANO – Fingevano di essere prese in ostaggio durante le rapine nelle sale giochi e nei centri scommesse. Così, madre e figlia progettavano i colpi che venivano poi messi a segno in alcuni locali di Milano. Ma le forze dell’ordine hanno scoperto l’operato delle due donne, mettendo a segno sette arresti.

Rapinata sala slot

Nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza è evidente: le due donne, prese come ostaggio in alcune delle rapine, sembrano tutto tranne che spaventate, nonostante abbiano la canna di una ‘pistola’ – che poi si scoprirà essere una riproduzione – puntata contro la schiena.

In alcuni casi, è chiaro che le donne attendessero l’arrivo dei rapinatori incappucciati davanti alla porta. Anche grazie a queste immagini, gli agenti della Squadra Mobile di Milano, diretti da Lorenzo Bucossi, hanno arrestato sette persone accusate di aver realizzato, a vario titolo, undici rapine tra novembre 2014 e dicembre 2015.

Le signore, madre e figlia, lavoravano come impiegate in due diverse sale di scommesse ‘Match Point’, una in Galleria Buenos Aires e l’altra in via Ariberto. Entrambe le sale erano state colpite da rapine con le stesse modalità in più di una occasione.

Gli arrestati sono 5 italiani, un brasiliano e un romeno. Le manette sono scattate per tutti il 24 maggio ma le indagini erano iniziate prima. Pochi minuti dopo le 9 del ventisette dicembre, un uomo armato di pistola aveva assaltato il centro scommesse della Galleria Buenos Aires.

Il bottino era stato di quasi 16mila euro. In quell’occasione, un guasto allo scooter usato solitamente per le rapine aveva costretto la banda a utilizzare l’auto di uno di loro. Proprio da lì è crollata la loro rete.

I sette rapinatori arrestati sono accusati anche di aver assaltato ad un supermercato, anche qui con la complicità di un basista, dipendente del market. Altre due rapine sarebbero state commesse ai danni di un locale in piena movida milanese, in corso Como, e in un negozio di pezzi di ricambio per moto.

Complessivamente la banda avrebbe fatto un colpo al mese, con bottino che oscillavano tra i 7 ai 15mila euro, per un bottino totale di 60mila euro che ogni volta veniva diviso fra i vari partecipanti. Gli arrestati rapinavano per arrotondare il proprio stipendio, visto che tutti avevano un’occupazione.

Lascia un Commento