SLOT MACHINE: non versava tasse all’erario, arrestata

TORTORETO – Una donna di 43 anni è stata condannata a 4 anni e mezzo di carcere, oltre che a decine di migliaia di euro di multa, per aver sottratto all’Agenzia delle Entrate il denaro che avrebbe dovuto versare per la gestione e l’utilizzo delle slot machine nel suo locale di Tortoreto.

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In un mese avrebbe intascato indebitamente 375mila euro, di cui oltre 300mila spettanti all’erario come tassa e canone di concessione all’Agenzia delle dogane e dei monopoli per le slot machine.

Un’accusa che è costata a una 43enne di Tortoreto una condanna a 3 anni per peculato, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento di 390mila euro in favore della parte civile, la società Cogetech per conto della quale la donna si occupava dell’attività di riscossione dei proventi delle slot machine.

Il tribunale ha ridimensionato la richiesta di pena per quanto riguarda la reclusione, inizialmente fissata a 4 anni e 6 mesi, ma ha aumentato l’entità del risarcimento rispetto alla parte civile a quanto chiesto dallo stesso pubblico ministero che aveva proposto una cifra leggermente inferiore.

I fatti contestati all’imprenditrice risalgono al gennaio 2011 quando, in qualità di legale rappresentante di una società che si occupava di gestire, per conto di Cogetech spa, l’attività di riscossione dalle slot machine attivate da quest’ultima, la donna si appropriava delle somme riscosse per un totale di 375.711 euro:

Oltre 300mila euro erano destinati all’erario, mentre i restanti 31.279 andavano recapitati al concessionario. A far partire le indagini, all’epoca, fu una denuncia della stessa Cogetech, parte offesa nel procedimento, che non aveva incamerato la quota di sua spettanza.

La Cogetech è una società che opera a livello nazionale selezionata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli come concessionario di Stato. L’imprenditrice doveva quindi versare le somme allo stato per il Preu, il canone di concessione dell’amministrazione dei monopoli di stato e il deposito cauzionale.

Un decreto del 2003 ha stabilito che agli apparecchi e congegni elettronici collegati in rete, vale adire le cosiddette videolottery e le cosiddette newslot, si applichi un prelievo erariale unico, dovuto dal soggetto al quale l’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha rilasciato il nulla osta.

Un’incombenza che gravava in prima istanza sulla Cogetech, ma poi sull’imputata in qualità di legale rappresentante della società Central Game srl, con sede a Corropoli, poiché gestore per conto della Cogetech dell’attività di riscossione delle slot machine.

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