SLOT MACHINE: Brescia, va in bancarotta e rapina le sale

BRESCIA – Un’altra brutta storia che lega la disperazione di un uomo sull’orlo del fallimento con il vizio per il gioco. Un brasiliano residente in provincia di Brescia, dopo aver perso tutto il denaro e aver visto fallire le sue aziende per la passione per le slot machine, ha rapinato alcune sale ma è stato arrestato.

rapina pistola

Non è soltanto la scansione di un’indagine lampo chiusa dai carabinieri di Brescia con buona pace della vittima, che oltre a vedersi portare via 4 mila euro aveva pure rimediato un trauma cranico. È una storia di gioco d’azzardo, che dopo varie disgrazie non poteva che finire con un arresto.

In manette, sorpreso in flagranza di reato, finisce Yosemar Trivisonno, 38 anni, origini brasiliane. Quando nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo radiomobile di Brescia, sotto la guida del tenente Giulio Pisani, l’hanno fermato, vicino a via Trento, aveva ancora addosso la refurtiva, la pistola ad aria compressa e il passamontagna.

Poco prima l’irruzione in una sala per le slot machine: le botte al titolare – a sentirlo chiedere aiuto e chiamare il 112 è stato un residente – gli spintoni a un cliente, la fuga. Vana. Piccoli precedenti di natura finanziaria, davanti al gip Luca Tringali che ha convalidato il suo arresto.

Yosemar, che adesso è in carcere, non ha potuto che confessare una vita legata a doppio filo al gioco d’azzardo: “Ho perso tutto ciò che avevo per colpa delle slot machine. Oltre 500 mila euro”. E proprio le sale da gioco, per recuperare i soldi, aveva scelto di prendere di mira. Con la violenza della disperazione.

Solo tre anni fa, Yosemar viveva nell’agio. Capace di farsi da solo e diventare imprenditore, era titolare di due gelaterie: a Travagliato e sul Garda. Una contava oltre dieci dipendenti. Sono fallite tra il 2012 e il 2013, per colpa delle slot machine. Pian piano, fornitori e dipendenti iniziavano a non vedere il saldo di pagamenti e stipendi.

E tutto è andato perduto. I soldi Yosemar se li giocava alle slot machine, un vizio che gli è costato quanto aveva costruito fino a quel momento. Ci sono altre tre rapine sotto la lente d’ingrandimento, tutti a sale slot della provincia di Brescia.

Una volta entrato in azione, Yosemar si rifugiò nel garage dei propri genitori, i quali ovviamente non potevano sapere che il loro figlio era un rapinatore seriale di sale per le slot mahcine. Un modo per alleviare dolore e pressioni, ma che non gli ha evitato l’onta dell’arresto.

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