SLOT MACHINE: camorra, cinque arresti nel Casertano

CASERTA – Il gestore di un bar di Villa Literno, comune in provincia di Caserta, ha fatto arrestare cinque esponenti di un clan della camorra affiliato alla figura di Nicola e Francesco Schiavone. Questi volevano imporre l’installazione, all’interno del locale, di slot machine provenienti da un soggetto molto vicino alla famiglia malavitosa, ma l’imprenditore non ha ceduto e ha denunciato.

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“Sono il cugino di Nicola Schiavone e non sapete contro chi vi siete messi. Ci rivedremo”. È con queste parole fortemente intimidatorie che un affiliato alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi, ripreso dagli occhi delle telecamere, ha provato pochi mesi fa ad estorcere quattromila euro al titolare di un bar di Villa Literno.

L’uomo, però, ha deciso di non piegarsi alle angherie dell’esponente di una delle famiglie più potenti in ambito camorristico, e ha deciso di denunciare tutto, dai torti subiti alle minacce ricevute nel recente faccia a faccia, alla Polizia di Stato di Caserta.

La circostanza è emersa nell’indagine svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che nella giornata di martedì ha portato all’arresto, con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso di cinque persone, tra cui l’affiliato Nicola Di Puorto.

Quest’ultimo è stato l’unico dei cinque soggetti arrestati ad essere finito in cella, mentre gli altri quattro uomini sui quali indagano le forze dell’ordine sono stati posti dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli agli arresti domiciliari.

Di Puorto millanta la parentela nel profferire la minaccia, in quanto, hanno accertato le indagini, non ha alcun legame di sangue con gli Schiavone, pur gravitando nella famiglia del capoclan Francesco”Sandokan” Schiavone. Le telecamere di video-sorveglianza del bar riprendono le fasi salienti del tentativo di estorsione, con le slot machine al centro dell’interessamento.

Di Puorto e l’altro indagato Buompane si presentano al bar e intimano al gestore di restituire 4.000 euro di un presunto credito vantato dal fornitore di slot machine Emiliano Iannotta, residente a Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento, anch’esso indagato e finito ai domiciliari, o in alternativa di installare nel bar le sue slot machine.

I due si mettono anche a giocare alle slot machine presenti nel bar. Il titolare nega però di aver un debito con il gestore degli apparecchi. Così qualche giorno dopo i due estorsori, si presentano al bar di Villa Literno con Iannotta, e due suoi collaboratori, entrambi arrestati, Raffaele Cipriano di 31 anni ed Anthony Izzo di 26.

I cinque malavitosi provano ad accerchiare il barista per risultare più convincenti e incutere timore,, e rinnovano la loro pretesa ai fini estorsivi. L’imprenditore però non cede e non accetta di pagare, per poi decidere di denunciare tutti, facendoli finire in manette nello spazio di pochi giorni.

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