SLOT MACHINE: spendeva al gioco denaro del condominio

MILANO – Un amministratore di condominio, che era diventato celebre anche a livello nazionale per aver sottratto centinaia di migliaia di euro agli stabili che controllava, è stato condannato a 5 anni di reclusione per appropriazione indebita. Il denaro raccolto finiva nelle slot machine, anzichè essere destinato al pagamento delle tasse.

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Si è conclusa in maniera definitiva una delle storie più scabrose e incresciose accadute negli anni scorsi. Il luogo del misfatto è il quartiere Affori di Milano, per la precisione un condominio in cui, alla fine del 2010, l’amministratore ha deciso di far sparire tutto il denaro raccolto durante l’anno.

Gli incassi relativi ad una novantina di stabili, previsti inizialmente per i pagamenti dei fornitori, delle bollette di luce, acqua e gas, e delle varie tasse immobiliari, sono in realtà finiti nelle slot machine di mezza Milano, dove l’amministratore si recava a giocare con una costanza sconcertante.

Tutti palazzi nei quali le assemblee avevano poi fatto parecchia fatica a ricostruire gli ammanchi nelle proprie contabilità di forniture, tasse e utenze varie. Intervennero anche gli inviati della trasmissione televisiva “Le Iene”, i quali avevano rintracciato l’uomo in un convento del Lazio.

Carlo Beretta – questo è il nome dell’amministratore – era riuscito a nascondere per oltre due anni il suo stile di vita, fatto soprattutto di scommesse in maniera eccessiva e di un attaccamento ossessivo alle slot machine che lo aveva reso una vittime acclarata della ludopatia.

Il suo avvocato Alberto Longo nel corso del tempo era riuscito a ridimensionare il volume delle iniziali contestazioni – circa 4 milioni di euro – , dimostrando che in realtà alcune poste contabili erano state duplicate nella ricostruzione ex post: la cifra che doveva essergli addebitata era poco più di un milione.

Il dibattimento in tribunale nei confronti di Beretta ha portato all’affermazione della pena. Invece che ai 3 anni e 3 mesi proposti dal viceprocuratore onorario rappresentante l’accusa, la corte ha condannato l’amministratore a 5 anni per il reato di appropriazione indebita.

Per quanto riguarda i palazzi “derubati” da Beretta, durante le assemblee successive sono poi stati raccolti, con parecchia fatica, i soldi venuti a mancare nelle proprie contabilità di forniture, tasse e utenze varie, a causa della mania di Beretta per le slot machine.

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