CASINÒ: minacce, assolto l’ad di Campione d’Italia

CAMPIONE D’ITALIA – È stato assolto l’amministratore delegato del Casinò di Campione d’Italia. Carlo Pagan è stato al centro di un processo avviato quattro anni fa per aver minacciato un dipendente della casa da gioco. Ma al termine del processo, si è stabilito che “il fatto non sussiste”.

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Finisce per Carlo Pagan un incubo che è durato ben quattro anni. L’amministratore delegato del Casinò di Campione d’Italia, infatti, ha potuto ricevere una bella notizia relativa al procedimento che lo vedeva accusato di minacce nei confronti di una dipendente.

Il fatto, con il conseguente inizio del processo, è risalente al lontano 2012, quando Pagan era stato accusato di aver minacciato un soggetto che lavorava per la casa da gioco di cui era, per l’appunto, amministratore delegato, al termine di una serie di proteste.

Era quello il periodo, infatti, in cui il Casinò di Campione d’Italia era al centro di forti tensioni tra i vertici e i dipendenti, legate soprattutto al fatto che era prevista una serie di licenziamenti per esuberi sul piano del personale della struttura locale.

In quella occasione, nel mese di ottobre di quattro anni fa e in seguito a una delle tante scene di tumulti nella piazza di Campione, Carlo Pagan finì al centro di una versa e propria aggressione – seppur verbale – da parte di un cittadino del Comune lombardo.

Proprio questo soggetto fu chiamato a testimoniare durante il processo che ha visto l’amministratore delegato del Casinò di Campione d’Italia tra gli accusati, con la vicenda si è conclusa di fronte al giudice di pace con il patteggiamento della pena da parte dell’aggressore.

Così, dopo un processo durato quattro anni e un’attesa che stava ormai diventando quasi spasmodica, le accuse nei confronti di Carlo Pagan sono cadute con la sentenza che è stata pronunciata nella giornata di giovedì, e ha dunque dato l’assoluzione al dirigente della casa da gioco.

Lo stesso Pagan non ha voluto rilasciare dichiarazioni al termine dell’atto finale del processo. Tra le altre cose, l’assoluzione dell’amministratore delegato del casinò lombardo potrebbe anche avere delle ripercussioni sul piano lavorativo nei confronti dell’accusatrice, che tuttora è dipendente presso la casa da gioco.

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