SCOMMESSE: legami con la mafia, due uomini in manette

VIADANA – Il tandem composto dal mondo delle scommesse e la criminalità organizzata ha portato ad una serie di arresti, indirizzati dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina. Due uomini, in particolare, sono finiti in manette, ovvero un 44enne di Novellara e un 43enne di Capo Rizzuto.

Carabinieri_Polizia

Esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, il tutto in un contesto mafioso: è l’accusa che per la Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Messina incastra – nell’operazione Totem – il 44enne Michele Lombardini di Novellara – attualmente ricercato in esecuzione di un ordine di custodia cautelare.

Insieme a lui, è stato fermato il 43enne Francesco Gigliarano, originario di Isola Capo Rizzuto (Crotone) da almeno quattro anni domiciliato a Viadana, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta lo scorso 29 giugno e poi rilasciato per volere del tribunale del riesame.

Due quarantenni che gravitano nella Bassa reggiano-mantovana, con contatti consolidati con la Sicilia e in particolare, sostiene la Dda, con il messinese Luigi Tibia, 42 anni, considerato l’uomo-chiave del clan.

Quest’ultimo, grazie alle sue doti imprenditoriali, sarebbe riuscito a raccogliere i proventi di vari affari illeciti per indirizzarli nella gestione di attività commerciali (lidi, rosticcerie, campi di calcetto, videopoker e slot-machine dislocate in diversi bar di Messina e anche corse clandestine di cavalli).

Quindi per gli inquirenti era Tibia, in qualità di leader, a dirigere tutto. Anche nel gioco illegale: dall’acquisto dei pc alla predisposizione di server e software, fino alla raccolta dei soldi.

Mentre Lombardini e Gigliarano fra il 2012 e il 2014 hanno in via continuativa offerto al gruppo Tibia – si legge nell’ordinanza emessa dal gip messinese Marino – un apporto professionale che ha coperto le fasi iniziali dell’installazione delle piattaforme vietate.

Con essa, la corretta funzionalità del sistema con un servizio di assistenza da remoto sempre disponibile che ha consentito a Tibia e ai suoi collaboratori di operare illecitamente nel campo delle scommesse e dei giochi.

Emerge l’esistenza di un gruppo ben organizzato alle spalle del Gigliarano e del Lombardini, fornitore dei servizi illeciti in più regioni d’Italia.

Lascia un Commento