SCOMMESSE: tre pugili condannati dopo Rio 2016

MILANO – Il mondo delle scommesse torna a legarsi a doppio filo con quello dello sport. Così, tre pugili sono stati puniti dal CIO per aver fatto delle puntate su alcuni incontri svolti alle Olimpiadi di Rio. Si tratta di una sospensione di un mese, più altre pene da scontare.

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Pensavano di averla fatta franca e invece ci ha pensato il CIO a punirli un mese dopo la fine delle Olimpiadi. Tre pugili hanno violato il divieto di effettuare scommesse sugli eventi olimpici durante i Giochi di Rio de Janeiro dove loro stessi erano impegnati.

I tre scommettitori sono il 24enne l’irlandese Michael John Conlan, il 27enne nord irlandese Steve Gerard Donnelly e il britannico Antony Fowler. Tutti e tre si sono resi colpevoli del fatto di di aver piazzato scommesse in denaro proprio su match di pugilato.

La posizione del CIO

Il CIO ha usato il pugno duro, come è ormai consuetudine riguardo a fatti inerenti all’etica sportiva. Così ha deciso che i tre pugili, se vorranno prendere parte alle Olimpiadi di Tokyo del 2020, dovranno non soltanto conquistare la qualificazione sul ring.

I colpevoli, infatti, ma sostenere anche programmi educativi organizzati dalla Associazione Internazionale di boxe. Programmi ai quali prenderà parte anche lo stesso CIO, per poter così espiare le loro colpe. Il Comitato Olimpico ha inoltre ammonito anche le federazioni della Gran Bretagna e dell’Irlanda.

Ad essere colpite dal provvedimento, oltre alle federazioni pugilistiche nazionali, è stata anche l’Alba. La federazione internazionale della boxe è stata punita per non aver vigilato a dovere sul comportamento degli atleti. È stata dunque invitata a non commettere in futuro altri simili errori.

Resta ora la curiosità di sapere se le scommesse hanno portato denaro ai tre pugili protagonisti del reato. Qualora gli autori della violazione ne avessero tratto giovamento anche sul piano economico, certamente la CIO e l’Alba non ci passeranno sopra tanto facilmente.

Il match della discordia

Conlan è passato alle cronache alle Olimpiadi di Rio per un altro episodio. Il britannico, infatti, aveva alzato il dito medio verso i giudici al termine del match perso contro il russo Nitkin. Secondo il pugile irlandese il verdetto venne ribaltato per regalare la vittoria al suo avversario.

È stata una polemica che poi è continuata anche sui social network con frasi piuttosto pesanti rivolte all’atleta. Qualche settimana dopo Conlan è stato protagonista di un gesto di ben altro spessore. L’irlandese, infatti, ha ricevuto una lettera da parte di un piccolo tifoso.

Il ragazzino si era sentito in dovere di risarcire il proprio beniamino per il presunto torto subito sul ring. Così ha inviato a Conlan, oltre alla lettera, una medaglia di carta dal valore simbolico. Un episodio molto dolce, macchiato poi dalle accuse di scommesse appena ricevute.

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