SLOT MACHINE: blitz Antimafia, decine di indagati

TORRE DEL GRECO – Ben ventitre persone sono state arrestate a Torre del Greco nella scorsa notte. Il blitz rientra in un piano delle forze dell’ordine per arrestare il fenomeno del racket sulle slot machine. Si tratta di un’operazione messa a segno ai danni del clan gestito da Maurizio Garofalo.

sala slot

Il gruppo criminale con a capo Maurizio Garofalo, non si occupava solo di spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo l’Antimafia, era stato messo in piedi anche un sistema di estorsioni ai danni degli imprenditori. Il GIP ha così firmato un’ordinanza che ha portato all’arresto di 23 persone.

In particolare gli investigatori hanno fatto partire tutto da un singolo episodio. Un caso di estorsione ai danni di un imprenditore attivo nel campo dell’installazione delle slot machine. Il soggetto in questione avrebbe dovuto destinare le macchinette a bar e centri scommesse di Torre del Greco.

Gli indagati

Per questo reato, il principale indagato è Maurizio Garofalo, ritenuto reggente del clan Falanga. Con lui anche il suo ex sodale Giuseppe Pellegrino ed il 43enne Luigi Capozzella. Secondo l’accusa i tre hanno costretto un imprenditore a versare 500 euro al mese per poter installare le slot machine.

Gli inquirenti ricostruiscono anche i ruoli degli indagati. Luigi Capozzella si occupava di raccogliere la ‘mazzetta’ dalla vittima. I soldi in seguito venivano consegnati a Giuseppe Pellegrino (il cassiere), che a sua volta li versava a Maurizio Garofalo. Quest’ultimo si occupava della spartizione dei proventi.

Il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto in maniera intimidatoria. Questa era derivante dall’appartenenza al clan camorristico Falanga. Grazie ad una ‘soffiata’ i militari dell’Arma sono riusciti a scoprire il fatto ed a ricostruire l’intera vicenda.

Il ricorso alle intercettazioni

Per chiudere il cerchio su Garofalo ed i suoi sodali sono state necessarie alcune intercettazioni ambientali. La location era il carcere, i protagonisti Maurizio ‘o pullier e l’ex amante Raimonda Sorrentino. Inoltre, alcune intercettazioni erano a carico di Antonio Garofalo, figlio di Maurizio.

Proprio quest’ultimo, senza saperlo, inchioda suo padre. Antonio, intercettato dagli investigatori, parla con una ragazza e riferisce che non si sarebbe mai aspettato di trovare una situazione del genere in famiglia dopo l’arresto del padre.

Inoltre il giovane spiega che durante il periodo di imbarco non riusciva a capire se le difficoltà economiche della madre dipendessero dal fatto che il padre avesse lasciato tutto il danaro alla Sorrentino.

Antonio confida alla ragazza di essere stato avvicinato da diverse persone. Queste erano convinte che fosse stato designato per continuare le attività illecite del padre. Tuttavia, lui stesso asseriva di aver riferito ai suoi interlocutori di non avere intenzione di subentrare al padre.

Il giovane poi racconta di non voler avere a che fare con il sistema estorsivo messo in piedi dal padre. Durante un’intercettazione Antonio dice di essere stato avvicinato da Capozzella per capire come gestire l’estorsione delle slot machine. Il giovane, però, si è rifiutato.

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