SLOT MACHINE: a processo membri clan Zagaria

NAPOLI – Prosegue il processo nei confronti di quattro esponenti del clan camorristico degli Zagaria. Questi favorivano alcuni imprenditori nella diffusione di slot machine e videopoker in alcuni comuni del Casertano. Il processo si chiuderà il prossimo 24 novembre con la linea difensiva.

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Si è celebrato nelle aule del Tribunale di Napoli il processo penale a carico di alcuni esponenti della camorra. Si tratta in particolare Giovanni Garofalo, Carlo Fontana, Raffaele D’Aniello e Attilia Zagaria. Il processo riguardava le infiltrazioni camorristiche nella gestione di slot machine e videopoker.

Il processo nei dettagli

Il giudice Mariella Montefusco ha ammesso gli imputati alla definizione del processo tramite il giudizio abbreviato. Dopodiché si è svolta la requisitoria del pm della Dda di Napoli che ha chiesto pene severe. Si è trattato di richieste di pena differenziate per i tre imputati.

Per Fontana sono stati chiesti ben 12 anni di carcere. L’accusa nei suoi confronti è quella di associazione per delinquere di stampo mafioso e illecita concorrenza. A rendere ancor più grave la posizione del Fontana ci pensa l’articolo 7, impugnato dall’accusa.

Meno grave la posizione di D’Aniello e Garofalo, imputati solo per illecita concorrenza nella gestione delle slot machine. Si tratta comunque di un metodo aggravato dal metodo mafioso. È di 4 anni la richiesta di pena per D’Aniello, mentre sono 6 gli anni chiesti per Garofalo.

Per Attilia Zagaria, l’ultima dei quattro soggetti imputati, sono stati chiesti 3 anni di reclusione. L’accusa nei suoi confronti è quella di ricettazione aggravata.

Rinvio richiesto e ottenuto

Il processo è stato rinviato al prossimo 24 novembre. Il suddetto rinvio è stato richiesto dagli avvocati difensori. Si tratta di Vittorio Giaquinto, Guido Diana, Angelo Raucci e Paolo Caterino, i quali discuteranno la linea da seguire per ottenere lo scagionamento.

L’inchiesta culminò lo scorso marzo con l’arresto degli imputati. Coordinati dalla Procura antimafia di Napoli, carabinieri e poliziotti accertarono il controllo che imprenditori e commercianti. Erano tutti legati al boss Michele Zagaria e riuscivano ad ottenere privilegi grazie a questo legame.

Gli imprenditori, imponevano e distribuivano in esclusiva delle slot machine in alcuni comuni del Casertano. Tra questi spiccano i comuni di Casapesenna, San Marcellino e Trentola Ducenta. Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di circa 1 milione di euro.

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