TAJ MAHAL: Dopo 26 anni addio allo storico casinò di Atlantic City

ATLANTIC CITY – Due giorni fa, il Taj Mahal ha chiuso definitivamente i battenti. Atlantic City perde così il suo quinto casinò nel giro di due anni.

Taj Mahal

Taj Mahal, dallo US Poker Championship a Rounders

Un’altra leggenda del gambling americano ammaina la sua bandiera. Il Taj Mahal, teatro di mille sfide e altrettante storie da far cadere a terra la mascella, da due giorni è entrato nei libri di storia, chiudendo definitivamente.

La sala da gioco aveva aperto nel 1990, all’epoca d’oro dei casinò del New Jersey, e aveva trovato il suo picco di popolarità alla fine del secolo scorso. Nel 1996 fu il teatro dello US Poker Championship – il torneo più importante al di fuori delle World Series of Poker – e due anni dopo prestò le sue sale alle riprese di Rounders.

“Se volevi giocare senza trasgredire le regole, dovevi andare lì al Taj Mahal”, ricorda Brian Koppelman, autore del film che ha ispirato una generazione di pokeristi. “Ed era lì che dovevi andare se volevi alleggerire i turisti”.

Non a caso, in Rounders c’è una scena in cui il personaggio interpretato da Matt Damon si lancia in una sessione di cash game accanto ad altri giocatori più o meno professionisti, approfittando degli altri ignari (e scarsi) clienti del casinò.

Taj Mahal, galeotto fu lo sciopero

I problemi del Taj Mahal sono i problemi che sta affrontando l’industria del gioco d’azzardo del New Jersey da almeno due anni e mezzo. Già nel 2014, quando la struttura era di proprietà di Donald Trump, il Taj Mahal aveva rischiato la chiusura.

Pur di andare avanti, i dipendenti accettarono di perdere i privilegi sanitari e pensionistici. Una rinuncia tornata agli onori della cronaca lo scorso luglio, quando è iniziato uno sciopero generale che ha condotto alla chiusura definitiva.

Carl Ichan, che a febbraio ha comprato il Taj Mahal da Trump, ha infatti dichiarato che lo sciopero ha portato alla decisione di non riaprire più le porte del casinò, perché “essendo stato troppo tempo fermo, sarebbe stato troppo costoso riavviare l’attività”.

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