DARIO DE TOFFOLI: “Io, il backgammon e la mia vita nel gioco”

MILANO – In esclusiva per PlayerNews24, l’autore ed esperto di giochi Dario De Toffoli ci presenta i Playoff del campionato di Backgammon… ma anche tanto altro!

Dario De Toffoli

Dario De Toffoli alle ISOP

Dal 27 al 29 gennaio, a Campione d’Italia, si svolgeranno i Playoff del Circuito Nazionale di Backgammon. Ci può spiegare com’è strutturato il Circuito e in cosa consistono i Playoff?

“Con l’avvento del poker, i tornei di backgammon hanno subito un serio contraccolpo e il CNB è il benemerito circuito, in realtà una sorta di federazione, che con impegno umiltà e serietà ha continuato a offrire occasioni di gioco e di studio agli appassionati italiani.”

http://www.cnbackgammon.eu/home.html

“Il circuito consiste in 6-7 appuntamenti l’anno con classifica cumulativa, un po’ stile ISOP per capirci, ma i migliori classificati devono poi affrontare la fase dei playoff, più o meno come nel basket.

A Campione dal 27 al 29 gennaio inaugureremo un nuovo torneo internazionale, il Casino Campione Challenge, che ospiterà anche i playoff CNB della stagione 2016; ma sarà anche qualcosa in più, un torneo internazionale appunto, organizzato in collaborazione con la World Backgammon Association e comunque valido come prima prova del CNB 2017.

Qui il programma:

http://www.studiogiochi.com/p/Campione2017.html

La sua passione per il backgammon è esplosa ormai da decenni: che cosa l’ha catturata in particolare di questo gioco?

“Di backgammon mi occupo dall’inizio degli anni ’80, ho organizzato per 20 anni al casinò di Venezia uno dei più grandi tornei del mondo e come giocatore qualche soddisfazione me la sono presa. Sono quindi molto contento di tornare a occuparmene, proprio in occasione dell’evento di Campione.

Il segreto del backgammon è forse nel perfetto equilibrio tra abilità e fortuna. Quando vinci ti senti bravo e quando perdi ti senti sfortunato… sei sempre in pace con te stesso. E poi ti può capitare di battere un Campione del Mondo in un torneo Internazione, ma anche di perdere al circolo col neofita che ha imparato a giocare da un mese. Tante tante emozioni.

Per certi versi è molto più vicino al poker di quanto si pensi, anche se manca quasi tutta la parte psicologica.”

backgammon

La board del backgammon

Non solo backgammon, nel suo “curriculum”. Il suo è un amore direi a 360 gradi per il gioco. Com’è nato?

“Beh, effettivamente io ho giocato in maniera agonistica a tantissimi diversi giochi da tavolo, a occhio un centinaio, a volte con buon successo.

La passione è sempre stata latente, ma l’occasione che l’ha fatta emergere è stato l’incontro – nel 1981 – con la bellissima rivista Pergioco. Mi si è aperto un universo e in quell’universo mi ci sono fiondato senza esitazione. Dopo pochi anni abbandonavo una buona posizione per giocare e occuparmi di giochi.

Attenzione, nella maggior parte dei giochi da tavolo non si compete per denaro e infatti per me il denaro non è mai l’elemento motivante principale, nemmeno nel poker. Quando ogni agosto vado a Londra alle Mind Sports Olympiad (http://www.studiogiochi.com/p/MindSportsOlympiad.html) non c’è denaro in palio, nemmeno nel poker… ma vuoi mettere la soddisfazione della medaglia!”

Lei ha inventato tantissimi giochi e scritto quasi altrettanti libri: qual è il gioco che ha inventato e il libro che ha scritto ai quali è più affezionato e perché?

“Come autore di giochi non mi cimento da tanto tempo, il nostro studio (studiogiochi) si è ingrandito e questo settore è seguito prevalentemente dal mio socio Leo Colovini, che proprio come autore è apprezzato in tutto il mondo.

Se devo citare un mio gioco forse sceglierei Vampiri in salsa rossa (http://www.studiogiochi.com/giochi/Jagd-der-Vampire.html), un vecchio gioco del 1991 dal tema un po’ buffo: i giovani vampiri preferiscono il ketchup al sangue e il Grande Vampiro ne è indignato; il motivo è che l’ho realizzato assieme al grande Alex Randolph (il “padre” di tutti gli inventori di giochi) e al vecchio amico Walter Obert.

Il libro che mi ha dato più soddisfazioni è certamente Il grande libro del poker (http://www.studiogiochi.com/libri/Il-grande-libro-del-Poker.html). Uno che invece è stato sottovalutato – e mi dispiace – è Il grande libro del backgammon (http://www.studiogiochi.com/libri/Il-grande-libro-del-Backgammon.html): tutta la parte storica è accuratissima e frutto di approfondite ricerche, mentre per la parte tecnica mi sono avvalso della collaborazione di uno dei migliori giocatori italiani, Carlo Melzi.”

Tra le sue opere ci sono anche diversi libri sul poker. Qual è il rapporto tra un gioco con una componente aleatoria forte come il poker e un gioco come il backgammon?

“La componente aleatoria c’è anche nel backgammon, eccome, e direi che è dello stesso ordine di grandezza di quella del poker.

E il bello è che la matematica di base dei due giochi è veramente molto vicina, forse per questo grandi giocatori di backgammon sono poi passati al poker, mi viene in mente per esempio Gus Hansen.”

Secondo lei il poker un giorno sarà riconosciuto al 100% come “sport della mente”?

“Io certo lo riconosco già, anche se devo confessare che non mi piacciono gli eccessi del professionismo, che trasformano un bel gioco in un lavoro e fanno perdere il senso della misura e della realtà. Io mi sono riavvicinato anche al poker perché casualmente ho incontrato l’ISOP, un circuito dove si gioca molto seriamente ma dove il poker resta sostanzialmente un gioco.

Lo stato invece latita, preferisce distruggere il tessuto sociale di intere comunità lucrando sulle ubique gaming machine accessibili a chiunque: abbiamo il triste record mondiale di slot machine fuori dei casinò!”

Si ringrazia il signor Dario De Toffoli per la cordialità e la disponibilità.

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