SCOMMESSE: boom di puntate sull’elezioni USA

MILANO – Abbiamo parlato già ieri delle scommesse relative alle elezioni presidenziali americane. Contro pronostico, ad avere la meglio è stato il candidato Donald Trump. Ma c’è stato un uomo a Londra che ha vinto 500mila sterline grazie al successo repubblicano.

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In giro per il mondo sono circolati pareri contrastanti sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Ma c’è almeno un londinese che ha sicuramente brindato per la vittoria di Donald Trump. Si tratta di uno scommettitore anonimo che aveva puntato ben 200mila sterline sul candidato repubblicano.

L’uomo è così riuscito a portarne a casa 500mila sterline, circa 560 mila euro. Una donna inglese ha invece perso ben 150.000 sterline alla William Hill. La sua speranza era che alla fine a vincere sarebbe stata la sfidante di Trump, Hillary Clinton.

Boom di scommesse

Si tratta di due casi in un vero e proprio boom di scommesse sulle elezioni americane. Nel solo Regno Unito è stata raggiunta la quota record di 150 milioni di sterline. Una cifra che supera le puntate che sono state piazzate sul caso Brexit e per la finale degli europei.

Così, la sfida Trump-Clinton è diventata “il più grande evento singolo nella storia delle scommesse”. A dare questa definizione è stato Connor Campbell, analista finanziario di Spreadex. La febbre da gioco, però, non ha contagiato solo i britannici.

Un affare internazionale

Molti americani, infatti, si sono rivolti ai bookmaker inglesi per piazzare le loro scommesse. La motivazione è molto semplice, e ha una motivazione legale. Negli Stati Uniti, infatti, è proibito scommettere sulle elezioni politiche.

Donald Trump ha preso in contropiede anche gli scommettitori italiani, la maggior parte dei quali è rimasta a secco. Secondo i dati Snai, il 75% delle puntate è andato sulla candidata democratica. La Clinton, tra l’altro, è rimasta sempre in vantaggio anche nelle quote.

Poco più del 20% di scommettitori che ha puntato su Trump vedrà premiata la previsione con una vincita sostanziosa. Una piccola fetta di preferenze, fanno sapere i quotisti, era andata anche sul gruppo “altro”. Si tratta di quel piccolo drappello di candidati minori e senza speranze.

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