SLOT MACHINE: racket su macchinette, giro d’affari miliardario

BARI – È stata scoperta un’organizzazione che imponeva le proprie slot machine ai locali. Con una specie di noleggio obbligatorio, i gestori di bar e sale non avevano scelta sulle macchinette da utilizzare. Si tratta di un distaccamento delle organizzazioni malavitose locali.

sala slot

La mafia delle slot machine torna in azione. In quel di Bari i clan hanno ripreso ad imporre le proprie macchinette ai gestori di bar e sale slot. Nei locali si vedono e si vedevano sempre le solite slot, con il pagamento di 200 euro per l’affitto obbligatorio.

Giro d’affari sulle slot machine

Andiamo a farci un’idea, seppur parziale, del clamoroso giro d’affari delle organizzazioni criminali. Nel solo 2015 le forze dell’ordine hanno sequestrato oltre 100 milioni di euro ai clan. Una situazione relativa alla sola provincia di Bari nel noleggio delle slot machine.

Secondo la Dna, quello delle slot machine è un mercato in continua espansione. Un mercato che frutta ai clan soldi facili, anche più dello spaccio di droga. E in questo caso, il giro d’affari che si può concretizzare solo attraverso il meccanismo dell’estorsione.

Le fonti di guadagno

Le cosche, attraverso un prestanome, costituiscono delle società che producono o noleggiano le macchinette. Le slot machine, poi, vengono imposte ai gestori di bar, tabaccherie e anche sale da gioco. E in questo caso, ai locali vengono imposti dei veri e propri salassi.

Per ogni macchinetta, il negoziante deve pagare non solo il noleggio, che oscilla tra 100 e 200 euro al mese. Esiste anche una percentuale fissa sulle giocate della slot machine. Questa percentuale oscilla tra il 10% e il 30%, ma può diventare anche più alta.

Facciamo un esempio per chiarire la situazione. Se in un mese vengono raccolti 1.000 euro, il commerciante dovrà versare al clan un minimo di 100 euro per l’affitto. A questi, bisogna aggiungere almeno altri 100 euro per l’utilizzo della slot machine.

Pioggia di milioni per i clan italiani

Il volume d’affare sulle macchinette è da capogiro e la mafia lo ha capito. Attraverso il racket delle slot machine, la criminalità organizzata è riuscita a proporsi nel tessuto economico nazionale. Vengono così create delle società che servono anche a riciclare denaro sporco.

L’Eurispes si è occupata di monitorare l’attività delle forze di polizia in tal senso. E ha calcolato che, grazie a slot machine e videopoker, il giro d’affari è clamorosamente alto. La mafia produce introiti per una cifra vicina ai 23 miliardi di euro l’anno

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