SLOT MACHINE: rogo sul lungomare di Genova, c’entrano le macchinette?

GENOVA – Un incendio ha devastato uno stabilimento balneare sul lungomare di Pegli, a Genova. Alla base del rogo potrebbe esserci un atto intimidatorio verso i titolari. All’interno, infatti, vi erano alcune slot machine, che sono state svuotate prima che tutto prendesse fuoco.

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Un incendio è divampato nelle scorse ore sul lungomare di Pegli, a Genova. Uno stabilimento balneare è stato praticamente distrutto dalle fiamme. Con ogni probabilità, in base alle prime ricostruzioni, l’incendio è avvenuto poco dopo la mezzanotte.

Una notte di passione

Sono in corso le indagini del caso per appurare le origini del rogo. Per il momento, e ne riparleremo a breve, non si esclude una matrice dolosa. Anche perchè all’interno dello stabilimento sono presenti alcune slot machine, probabili argomenti d’interesse.

I vigili del fuoco sono stati allertati da alcuni passanti dopo l’esplosione dell’incendio. Dopodichè sono intervenuti e arrivati sul posto a mezzanotte e mezza con tre squadre. Ci sono volute più di due ore per domare il fuoco, che ha praticamente distrutto lo stabilimento.

Le prime ricostruzioni

Nel corso delle operazioni sarebbe rimasto lievemente ferito ad una gamba un vigile del fuoco. Quest’ultimo sarebbe stato trasportato in ospedale per essere medicato. Passiamo ora alle prime ricostruzioni, parlando anche del probabile ruolo giocato dalle slot machine.

Gli agenti del commissariato di polizia di Pegli hanno avviato le indagini sull’incendio. Stando alla prima ricostruzione, sarebbe emerso un particolare che potrebbe sbloccare le stesse indagini. Prima dell’incendio, infatti, sarebbero state svuotate proprio le slot machine presenti nello stabilimento.

Intimidazione per le slot machine

Secondo le prime ipotesi di ricostruzione i ladri avrebbero poi appiccato il fuoco. Per questo motivo, non è affatto da scartare la natura dolosa dell’incendio, ma non solo. Probabilmente si è trattato anche di un gesto intimidatorio nei confronti dei titolari del locale.

Così, anche questi ultimi sono stati subito interrogati dalle forze dell’ordine. Un faccia a faccia servito per capire se qualcuno potesse avercela con i titolari dello stabilimento. Nel frattempo, le indagini proseguono per capire soprattutto la natura dello stesso rogo.

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