SLOT MACHINE: titolari di un bar rubavano e simulavano furti

PAVIA – Le forze dell’ordine hanno beccato una coppia cinese intenta a rubare in un bar. Il problema è che le persone in questione erano i titolari proprio del locale. A Ottobiano, in provincia di Pavia, prelevavano l’incasso delle slot machine e simulavano rapine.

furto slot

Una storia incredibile, che riguarda le slot machine e la criminalità in terra lombarda. Due persone erano intente a piazzare delle rapine ai danni delle slot machine di un bar. A rendere la storia incredibile c’è una svolta: le due persone in questione erano i titolari del bar.

Slot machine svuotate

I due coniugi gestori di un bar di Ottobiano attendevano che nel loro locale non vi fossero avventori. Così, pochi minuti prima della chiusura del locale, scollegavano il sistema di videosorveglianza. A seguire prelevavano il denaro contate contenuto nelle slot machine.

Sono due persone cinesi, le iniziali dell’uomo sono E.S. e quelle della moglie D.X. Sono entrambi cinesi e hanno entrambi 36 anni, risiedono a Cerano, in provincia di Novara. Entrambi sono stati denunciati per furto aggravato dai carabinieri di San Giorgio.

Il danno sarebbe stato subito da una società di Lissone che gestisce i videopoker in zona. Gli ammanchi portati via dalla coppia si aggirerebbero su diverse decine di migliaia di euro. La stessa società aveva effettuato una serie di segnalazioni ai carabinieri sul denaro mancante.

Carabinieri in azione

Così le forze dell’ordine sono entrate in azione per scoprire la verità sui diversi ammanchi. A conclusione delle indagini, hanno individuato come responsabili dei furti di denaro i due coniugi. Proprio i due soggetti di nazionalità cinese che conducono il pubblico esercizio di Ottobiano.

Secondo i militari i due, una volta chiuso il locale, scollegavano il sistema di videosorveglianza interno. A seguire prelevavano l’incasso contenuto dalle varie slot machine presenti nel bar. A seguire sono stati effettuati alcuni accertamenti da parte dei carabinieri.

Proprio da questi accertamenti effettuati nelle ultime ore si è scoperto il mezzo con cui venivano effettuati i colpi. In particolare sono state poste sotto esame le schede digitali inserite nelle macchinette. Sono emersi diversi accessi abusivi effettuati dai due titolari.

Questi utilizzavano una chiave passepartout, rubata tempo fa ad un dipendente della ditta milanese che gestisce il servizio. Il furto che ha preceduto tutti gli altri è avvenuto durante uno dei periodici interventi di manutenzione e di prelievo degli incassi.

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