SLOT MACHINE: 21 arresti a Messina, decade impero milionario

MESSINA – Sgominato un vero e proprio impero, basato su gioco d’azzardo e slot machine. Siamo a Messina, dove l’operazione Dominio ha portato al fermo di 21 persone. Tutti i soggetti arrestati dalle forze dell’ordine erano legate al clan mafioso dei Mangialupi.

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Una fitta rete di collaboratori e il prezioso aiuto dei familiari, oltre che una vita all’interno dell’ambiente malavitoso. Questo è Domenico La Valle, finito in manette questa mattina dopo l’operazione “Dominio”. Un colpo che ha portato al fermo di 21 persone associate al clan Mangialupi.

L’impero delle slot machine

La Valle, infatti, aveva già avuto rapporti in passato con la famiglia Trovato, una delle più famigerate nel territorio messinese. Dopo che il clan fu sgominato in seguito ad alcuni interventi ed operazioni importanti, La Valle è riuscito a prendere in mano la situazione.

Così, riuscì ad affermarsi come capo della criminalità organizzata, specialmente nei territori vicino lo stadio “Celeste”. Un vero e proprio impero, che aveva le sue fondamenta nel gioco d’azzardo, come scommesse e slot machine. Era lui, infatti, che, tramite la collaborazione di Paolo De Domenico e Francesco Laganà, aveva diverse società di noleggio delle macchinette.

A queste si aggiungano anche una sala giochi, usata come copertura, e un distributore di carburanti. Erano proprio le slot machine a consentirgli di guadagnare ingenti quantità di denaro in nero. Il motivo è presto detto: le macchinette da lui messe sul mercato erano manomesse.

Giro d’affari milionario

Un dato reso ancora più evidente dalle investigazioni, che hanno portato al sequestro di 159 macchine e 369 schede elettroniche. Oltre che che il ritrovamento di circa 140 mila euro in contanti. Si trovavano in una botola all’ìnterno del distributore di carburante di sua proprietà.

L’operazione Dominio, oltre ai 21 fermi, ha portato anche a tre provvedimenti di obbligo di presentazione. Le accuse principali sono quelle di associazione per delinquere di stampo mafioso. Ma spuntano arresti per traffico di stupefacenti, estorsione, furti, rapine e detenzione illegale di armi.

Le indagini sono state svolte dagli finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina. Sono durate due anni e hanno permesso di leggere tra le righe di questa grande organizzazione. Si è così avuta una visione completa di tutte le operazioni commerciali, finanziarie ed imprenditoriali.

Oltre alle slot machine contraffatte, alla sala giochi e al distributore, La Valle aveva altri interessi. Gestiva infatti anche una rivendita di generi di monopolio. Inoltre disponeva di numerosi immobili, tutti formalmente intestati a familiari o a terzi.

Il fine era quello di scongiurare il rischio di essere colpito da provvedimenti giudiziari di sequestro e confisca. Ma alla fine, il castello di La Valle si è sgretolato all’improvviso. E oltre agli arresti, è avvenuto anche un sequesto di beni e denaro per circa 10 milioni di euro.

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