SLOT MACHINE: i dati del gioco in Italia nel 2016

ROMA – Sono stati diffusi i dati relativi all’ammontare delle giocate degli italiani nel 2016. Slot machine, bingo e scommesse sono stati i metodi di gioco più gettonati nel nostro Paese. Con una spesa media pro capite che sfiora i 340 euro, ovvero l’1.5% del Pil dell’Italia.

Poco meno di un euro al giorno per slot machine e affini, pari all’1,5% del Pil italiano. È questa la fotografia dell’industria del gioco italiano relativa al bilancio 2016. La spesa pro capite – cioè la differenza tra quanto giocato e quanto vinto – è stata di 339,40 euro l’anno.

Slot machine e bingo guidano il plotone

Sono questi i dati ufficiali elaborati da Agimeg, e recuperati stamani dai colleghi de La Repubblica. Dati che si basano sui numeri che AAMS ha reso noti alla presentazione del Piano Regionale 2017 a contrasto del GAP.

La regione con la spesa pro-capite più alta è stata lo scorso anno la Lombardia con 420,67 euro. Al secondo posto troviamo l’Abruzzo con 419,25 euro, mentre a chiudere il podio è l’Emilia-Romagna con 393,08 euro. Fanalino di coda la Calabria con una spesa pro-capite per il gioco di 186,74 euro.

Per quanto riguarda la spesa totale la Lombardia resta la regione con il dato più alto. Tre miliardi e mezzo di euro spesi in totale da residenti nella regione del quadrifoglio per slot machine e affini. Piazza d’onore per il Lazio, ben staccato a quota 1.9 miliardi, mentre la Campania è terza a quota 1,8 miliardi.

Si spende di meno in Valle D’Aosta, con appena – si fa per dire – 91 milioni di euro. Ma potremmo pensare che questo dato sia poco credibile, in base alle dimensioni della regione valdostana. Numeri cone i 267 milioni dell’Umbria o i 307 della Calabria, ad esempio, risultano più credibili.

Facendo un rapporto della spesa totale sul PIL, si ottiene un peso dell’1,15%. Per quanto riguarda le modalità di gioco preferite, in Italia si resta piuttosto sul classico. Slot machine e bingo sono le “discipline” in cui l’italiano investe più volentieri.

Sui 19 miliardi spesi in Italia per il gaming, solo uno è stato giocato su internet. Pertanto si potrebbe parlare di un Paese “all’antica” per quanto riguarda la distribuzione del gioco. Ma nonostante tutto, c’è la ferrea volontà di rivoluzionare l’offerta da parte del Governo.

La proposta del Governo

Si sta cercando un accordo tra governo e gli enti locali per apportare alcune modifiche all’offerta. Si lavora a una riduzione dell’offerta stessa, ma proponendo comunque un punto di equilibrio. Situazione inevitabile, visto che la preoccupazione dell’esecutivo è quella di non lasciare spazio al gioco illegale.

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