CASINÒ: a Venezia sciopero dei dipendenti

VENEZIA – Continuano i problemi che attanagliano ormai da tempo il Casinò di Venezia. La struttura di Ca’ Vendramin Calergi rischia addirittura la chiusura alla fine del 2017. E i dipendenti della casa da gioco hanno indetto uno sciopero per mercoledì.

Casinò di Venezia: è sciopero sia!

La notizia che era nell’aria da qualche ora, adesso è diventata ufficiale. Il 24 maggio i dipendenti del Casinò di Venezia incroceranno le braccia in concomitanza con la seduta del Consiglio comunale. Al termine di essa avverà la votazione della delibera sulla riorganizzazione della Casa da gioco.

Durante l’assemblea del 18 maggio scorso, i lavoratori hanno optato per la linea dura. Il tutto dopo ore di trattativa dei sindacati con l’assessore alle Partecipate, Michele Zuin. Così, una nota unitaria delle principali sigle sindacali hanno chiarito tutto.

“Il Casinò di Venezia continua a erogare al Comune ingenti risorse – si legge nella nota – . Ben più di quelle fornite da Campione d’Italia, Saint-Vincent e Sanremo. Eppure viene definito in perdita, perché il Comune acquisisce tutti gli incassi e non solo gli utili”.

Nel mirino finisce la scelta del Comune di “restituire” alla società del Casinò entrambi gli stabili. Stiamo parlando di quelli storici di Ca’ Vendramin-Calergi e di Ca’ Noghera. Con essi sono passati di mano anche debiti e mutui, per un importo di circa 88 milioni di euro.

L’amarezza dei sindacati

“È il combinato disposto di questi due elementi che ha bruciato il capitale sociale dell’azienda – attaccano i sindacati. Mettendola in condizioni prefallimentari. Ma è sempre colpa di ‘quelli che c’erano prima…'”, così la chiusura sibillina della nota.

La delibera di riorganizzazione del Casinò mette nero su bianco, come extrema ratio, anche la possibile chiusura di Ca’ Vendramin-Calergi. Con essa arriverà la dichiarazione di 150 esuberi del personale. Contro questo spettro, i dipendenti hanno dunque deciso di scioperare.

“Il Casinò non è del sindaco, che, per definizione, e finché c’è democrazia, è amministratore pro tempore. Il Casinò è una preziosa risorsa, invidiata dagli altri enti locali. Dal tavolo della trattativa passiamo alla lotta. Ogni qual volta gli amministratori alzano polemica bugiarda sui redditi dei croupier, stanno celando idee malsane su un uso di questa risorsa non esattamente funzionale a ciò per cui è nata: dare alla collettività una risorsa in più, per una città delicata e complicata”.

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