SLOT MACHINE: uccisi mentre giocavano, pista camorra

NAPOLI – Weekend di sangue e anche con un paio di morti nella provincia di Napoli. Padre e figlio sono stati uccisi all’interno di una tabaccheria nei pressi di Giugliano. I due stavano giocando alle slot machine, possibile la pista legata alla camorra.

Uccisi padre e figlio

Pomeriggio di sangue e di morte nell’hinterland napoletano, quello di sabato scorso. All’improvviso, infatti, sono stati freddati padre e figlio a Giugliano, poco fuori dal capoluogo. I due stavano giocando alla slot machine, prima di finire sotto il fuoco nemico.

Le due vittime sono Vincenzo Staterini, di 50 anni, e il figlio Emanuele, 30 anni. Entrambi sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco mentre erano in una tabaccheria. Il luogo della sparatoria con il duplice omicidio è corso Campano, nel cuore di Giugliano.

Padre e figlio stavano giocando alle slot machine quando sono avvenuti i fatti incriminati. Il killer ha fatto ingresso nel locale un uomo con volto coperto da casco integrale. Ma il killer non era solo, all’esterno un complice era con lui, con la stessa copertura al viso.

Quest’ultimo attendeva il complice a bordo di uno scooter, in modo da poter scappare subito. Così, nonostante il momento di gioco alle slot machine, è avvenuto il fattaccio. E ora le forze dell’ordine indagano sul presunto movente del duplice omicidio.

Giocavano alla slot machine

Seguita fin da subito la pista legata ad una sparatoria di stampo camorristico. I due Staterini, infatti, avevano un curriculum colmo di precedenti penali legati alla criminalità organizzata. In passato erano finiti in manette per associazione per delinquere di stampo camorristico.

Vincenzo Staterini era imparentato con il boss del Rione Sanità Patrizio Vastarella. Negli anni ‘90 era stato un componente del gruppo di fuoco dei Vastarella. Nel 1999 era tra i componenti di un commando che attaccò i rivali del clan Misso in via Fontanelle.

In quella situazione, Staterini lasciò sul terreno un morto e tre feriti. E se il padre era esperto della rapina, con un colpo al Banco di Napoli di Mondragone, non da meno era il figlio. Anch’esso, infatti, è un soggetto ben noto a tribunali e forze dell’ordine.

Emanuele Staterini fu arrestato insieme ad altre tredici persone circa cinque anni fa. Lui era specialista nelle rapine in banche e nei cavalli di ritorno. E inoltre era abituato a uscire con fucili a canne mozze, quindi un altro soggetto poco tranquillo.

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