SLOT MACHINE: zingare alle macchinette con i soldi dell’elemosina

SENIGALLIA – Un singolare appello è stato lanciato nei confronti dei cittadini di Senigallia. Riguarda il fatto di non dare più l’elemosina alle zingare che stazionano nel paese. Il motivo? Il denaro recuperato dalle nullatenenti viene speso tutto alle slot machine.

Elemosina alle slot machine

Rom sorprese a giocarsi quanto ottenuto grazie all’elemosina alle slot machine. Uno scandalo per la Confraternita della Croce di Senigallia, che invita i cittadini a non dare più soldi. “Queste signore non sono povere, quindi invitiamo a non dare più soldi, non ne hanno bisogno”.

L’appello arriva direttamente da Maurizio Perini, consigliere della Confraternita della Croce. L’uomo gestisce anche l’omonima chiesa del centro storico del comune marchigiano. Lui stesso, infatti, dice di aver visto le zingare giocare alle slot machine con i soldi dell’elemosina.

Una situazione che si sta ripetendo con sempre maggiore frequenza, e che complica la vita in centro. Le zingare, infatti, stazionano di continuo sulla scalinata della chiesa, assillando i visitatori. Spesso nell’attesa si sdraiano bivaccando, offrendo oltretutto uno scenario che poco si addice a un luogo di culto.

“Ricevo tantissime lamentele – prosegue Perini – soprattutto dalle persone più anziane”. In particolare per l’insistenza con cui le zingare chiedono soldi a persone spesso loro stesse bisognose. E andando a considerare l’impiego del denaro nelle slot machine, si tratta di una richiesta ignobile.

L’invasione dei mendicanti

In questo ponte del 2 Giugno si è registrata un’invasione di rom senza precedenti. Determinate e insistenti, inseguono i passanti chiedendo con insistenza i soldi e spesso spaventandoli. Da parte loro, infatti, la minaccia di fare loro il malocchio se non elargiscono denaro.

Alcuni anziani sono stati anche importunati con proposte indecenti, a sfondo sessuale. Arrivano la mattina e ripartono nel tardo pomeriggio, quasi sempre in treno e spesso si riposano proprio nelle panchine all’ingresso della stazione ferroviaria di Senigallia.

La gente ha inoltre paura perché quelle controllate dai vigili urbani hanno precedenti per furto. Ma la paura di uno scippo è nulla rispetto all’episodio che ha indignato Senigallia. Ovvero il fatto di averne viste due giocarsi gli spiccioli alle slot machine, piuttosto che spenderli per sfamarsi.

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